Virtualdub catturare video e trasformarli


La storia di Virtualdub è davvero singolare. Questo programma è stato infatti sviluppato da uno studente americano durante gli anni del college per soddisfare una sfrenata passione, quella per i cartoni animati giapponesi, meglio conosciuti su Internet con il nome di Anime. Insoddisfatto delle prestazioni offerte da un po’ tutti i software forniti in bundle con le schede di acquisizione Video, l’ideatore di Virtualdub, evidentemente un piccolo genio della programmazione, ha rapidamente scritto più o meno 700 KB di codice con il solo scopo di riuscire a catturare i suoi cartoni animati preferiti dal web. Ben presto, però, grazie anche alla scelta di sposare la filosofia open source, Virtualdub è stato apprezzato anche da altri utenti diventando rapidamente uno dei programmi più usati per gestire file video.

Rispetto alla versione iniziale, poi, Virtualdub ha compiuto innumerevoli progressi, sia sotto il profilo della stabilità, sia sotto quello delle funzioni, aumentate a dismisura. Proprio la grande potenzialità e versatilità del programma non è possibile spiegarne tutte le caratteristiche in una sola lezione. Per questa ragione è stato deciso di limitare l’attenzione a quattro tra le operazioni più importanti, aggiungendo anche la spiegazione relativa alla conversione da DivX a VCD, almeno per quanto riguarda la parte che prevede l’utilizzo di Virtualdub.



Nonostante l’interfaccia piuttosto semplice e davvero intuitiva, la complessità dell’argomento editing video in generale, e quella degli strumenti messi a disposizione dal programma richiedono comunque un certo periodo di apprendistato, specie per chi è scevro da nozioni in tema di codifiche audio e video. Per fortuna, risulta assolutamente semplice la procedura di installazione.
In questo senso Virtualdub è quel che si dice avvero essenziale, ma in questo caso si tratta di una dote.

Il programma non ha infatti una vera e propria routine di installazione, dal momento che per operare non ha alcun bisogno di configurare il registro di Windows.

Una volta decompresso il file ZIP in una apposita cartella di destinazione, per avviare il programma non resta che lanciare il relativo eseguibile. Solo per questioni di comodità si può scegliere di creare un collegamento sul desktop, piuttosto che un apposito gruppo di programma all’interno della barra Start. Le ridotte dimensioni del programma e la sua “indipendenza” da Windows sono due veri punti di forza. Il primo perché consente di ridurre al minimo le risorse necessarie all’esecuzione del programma stesso; il secondo perché elimina perfino la necessità di una routine di disinstallazione.

La struttura di Virtualdub è decisamente classica. Sulla parte alta dello schermo si trovano i menu a tendina, in quella centrale l’area di lavoro, dedicata ovviamente alla visualizzazione dei filmati (origine e destinazione), mentre in quella inferiore si trovano un’utile barra di stato e una pulsantiera per gestire la riproduzione dei film. Non ci sono barre degli strumenti fluttuanti in stile Premiere e tutto, eccezion fatta per i marcatori avviene richiamando i vari comandi dai menu a tendina.
Attraverso i menu a tendina posti nella parte alta si accede a tutte le funzioni del programma. Il primo, FILE consente il salvataggio e l’apertura dei file, ma anche di catturare filmati o caricare impostazioni di compressione precedentemente salvate. Dopo il menu, EDIT, che rimanda a tutte le funzioni offerte in tema di modifiche, si trovano quelli denominati AUDIO e VIDEO. Si tratta ovviamente di menu particolarmente importanti dal momento che permettono di impostare tutti i parametri relativi alla compressione. OPTIONS, infine, offrono la possibilità di modificare a piacimento interfaccia e preferenze d’uso.

Appena sotto l’area di lavoro principale si trova una barra che indica lo stato di avanzamento della riproduzione dei filmati e una pulsantiera on ben 13 tasti e altrettante funzioni. Da sinistra a destra si trovano il pulsante Stop che arresta riproduzione o dub, quelli Input playback e Output playbak che servono rispettivamente per iniziare la riproduzione del file di input e per visualizzare l’anteprima di quello in uscita. Dopo il gruppo di quattro pulsante che servono a gestire l’avanzamento del film, ci sono poi i tasti per la ricerca dei key frame, quelli per la selezione dei cambi di scena e, infine, i pulsanti Mark in e Mark out che servono per effettuare selezioni.
A venire in soccorso dei meno esperti in fatto di video e audio digitale, ci pensa un aiuto in linea decisamente ben fatto, specie se si considera la natura non commerciale del programma. La struttura e l’interfaccia sono quelle classiche delle applicazioni Windows, ma al suo interno si possono trovare anche alcune utili nozioni di base. Se la guida risulta insufficienti ai vostri scopi, niente paura, su Internet ci sono decine di pagine, molte con tanto di guida passo a passo.


Virtualdub supporta i seguenti formati :

  • Video: avi,divx, mpg,mpeg,mpv,anim,flm, avs e vdr;
  • Immagini: gif,png,tga,jpg e iff.