Uso in Sicurezza utilizzando il Videoterminale


Lavoro al videoterminale

 

Vale più un etto di prevenzione che un chilo di cure!

Anche se utilizziamo il PC per svago tra le mura domestiche, occorre prestare un po’ d’attenzione a come e dove lo posizioniamo e in che modo lo utilizziamo. Le conseguenze di una collocazione eccessivamente improvvisata e scomoda potrebbero essere serie: danni alla colonna vertebrale, affaticamento e infiammazioni muscolari, tendiniti…Salute lavoratori videoterminale

Ovviamente non vogliamo spaventare nessuno, ma va da sé che se avessimo ascoltato i consigli della mamma quando eravamo più giovani (metti la maglia di lana, non prendere freddo, attento agli spifferi…), oggi avremmo meno dolorini qua e là, di quel tipo che si risveglia a ogni arrivo di pioggia.

Inoltre, per tutti è diventato quasi indispensabile l’uso del computer, fosse anche solo allo scopo di usarlo come macchina da scrivere. Se vi accingete a scrivere il romanzo della vostra vita, i suggerimenti che seguono vi aiuteranno a farlo nelle condizioni ottimali. Chi è già un utilizzatore assiduo, può darsi che si sia trovato per brevi o lunghi periodi a farlo in condizioni non corrette. In questo caso occorre prestare ancora più attenzione a eventuali sintomi quali pesantezza, leggere nausee, indolenzimenti, rigidità al collo, bruciori a schiena e spalle, braccia, mani e polsi doloranti. Ovviamente tutto questo vale ancor di più se con il PC ci lavorate otto ore al giorno o più. Vale la pena ricordare al proprio datore di lavoro (anche nel caso in cui questo coincida con voi stessi) che si è maggiormente produttivi se si lavora comodamente ed evitando qualunque tipo di stress fisicio…



Se proprio non ci vuol sentire, ricordategli gentilmente l’esistenza di una legge di cui al 9 APRILE 2008, n. 81 testo unico in materia di sicurezza  e salute sul lavoro ex legge “Decreto Legislativo N. 626 del 12 Settembre 1994″,

PDF online Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

che regolamenta l’attività al videoterminale, della quale trovate maggiori informazioni nel riquadro “La legge dice che…”. In quest’articolo faremo riferimento alle caratteristiche che dovrebbe avere una postazione casalinga, anche se i concetti sono validi per ogni tipo di postazione. Sono tutti accorgimenti di non difficile applicazione: con un pochino di buona volontà, ognuno di voi li potrà mettere in pratica. Ovviamente meglio riuscirete a collocare il PC e più sarete invogliati a usarlo per gli scopi che vi siete prefissati, senza conseguenze per la salute.

Quando è possibile, cercate di evitare quelle collocazioni che richiedano mezze rivoluzioni nella stanza in cui scegliete di lavorare, del tipo: tiro giù il monitor dallo scaffale, appoggio la tastiera sulle gambe, apro la seggiolina pieghevole da pic-nic o simili. Il posto migliore Dando per scontato di aver trovato un pezzettino di spazio da dedicargli, vediamo ora come è meglio posizionare il computer e come conviene che ci posizioniamo noi nei suoi confronti. In primo luogo valutiamo le fonti di illuminazione della stanza, sia quelle naturali (le finestre) sia quelle artificiali (lampade e lampadari). Lo scopo è quello di evitare in ogni modo gli abbagliamenti diretti o indiretti, per cui non metteremo la postazione di lavoro in linea con una finestra o con una lampada (vale a dire che non dobbiamo avere una luce diretta di fronte o alle spalle). Si cercherà poi di evitare finestre e fonti di luce artificiale non schermate, per cui è preferibile mettere delle tende e usare lampadine non direttamente esposte. Attenzione, quindi, a pronunciare la fatidica frase “il lampadario lo compro domani”. Prendetevi un po’ di tempo e andate a comprarlo subito: non lo richiede solo l’estetica della stanza, sono i vostri occhi che ne hanno bisogno! Le lampade migliori sono quelle fluorescenti bianco-latte con luce dal tono caldo, da usare, come già detto, con schermature antiabbagliamento (griglie o lamelle che siano).

Non sono accorgimenti di poco conto: ricordiamoci sempre che nella maggior parte dei casi, il nostro modo di usare un computer sarà quello visivo e l’affaticamento che deriva alla vista dagli sforzi che bisogna fare a causa di un costante abbaglio sono decisamente sgradevoli. Sempre in merito alla luce è meglio evitare eccessivi contrasti: per esempio evitate di mettere il PC in un ambiente con arredi bianchi e/o lucidi e con pareti e soffitti nero/scuri o viceversa. Non è detto sia necessario ridipingere una stanza per evitare i contrasti brutali, può essere sufficiente collocare dei pannelli di legno o sughero, che creino un microambiente “controllato” dove le tonalità di colori non ci costringano a sforzare gli occhi continuamente per mettere a fuoco i contorni degli oggetti (monitor, tastiera e via dicendo).

Per scegliere la posizione ideale, collocate il monitor spento nella posizione che preferite e osservate se vedete dei riflessi. Orientate quindi il monitor, le luci e la scrivania in modo da eliminarle il più possibile.

Il tavolo e i suoi spazi

Trovata la zona dove l’illuminazione è ideale (o comunque al meglio possibile), occupiamoci del piano di lavoro, cioè il supporto sul quale appoggiare il monitor e la tastiera. Tavoli di fortuna, piani di libreria trasformati in appoggi e soluzioni simili, sono accuratamente da evitare. La superficie del nostro tavolo dovrà essere scarsamente riflettente e di colore chiaro ma non bianco, ben appoggiata a terra in modo che non traballi e soprattutto sicura, cioè senza spigoli, bordi taglienti, rivestimenti scheggiati o con graffi profondi. Le dimensioni del tavolo di lavoro dovranno permettere una distanza tra i 50 e i 70 cm dal monitor agli occhi dell’utilizzatore. È indispensabile avere uno spazio davanti alla tastiera che permetta di appoggiare l’avambraccio: calcolate circa 15-20 cm.

Questo vale anche per l’uso del mouse, per il quale la mano dovrebbe essere sempre parallela al piano di scorrimento, in modo che il polso non si debba piegare e che l’avambraccio sia sufficientemente appoggiato per poter scaricare il peso dalla spalla. Se è di
altezza fissa, il tavolo ideale è alto attorno ai 72 cm. Non dimentichiamoci l’esigenza di spazio per ciò che normalmente utilizziamo: un’adeguata area in cui “manovrare” il mouse e un’altra area per tavolette grafiche, joystick, scanner e via dicendo…



Se poi usiamo un leggio porta documenti, questo deve essere posto alla stessa distanza del monitor dai nostri occhi e al suo fianco, per non dover cambiare continuamente messa a fuoco dal monitor al documento da consultare, nè ruotare eccessivamente la testa. Sotto il tavolo le gambe devono poter stare semidistese in modo comodo e deve esserci, in larghezza, sufficiente spazio da permettere il comodo alloggiamento del sedile. Se è possibile preferite uno spessore del piano del tavolo non superiore a 2-3 cm.

Mettiamoci seduti Veniamo alla seduta,

cioè alla sedia da scegliere. Sul mercato ci sono molte aziende che propongono sedie con particolari caratteristiche “sanitario-ortopediche” e non tutte hanno prezzi da… sedia! Forse però è meglio spendere qualche soldo in più per garantire un adeguato sostegno alla nostra colonna vertebrale, piuttosto che “vedere le stelle” in seguito. Una buona seduta aiuta moltissimo: aiutiamola ulteriormente non dimenticandoci di avere una spina dorsale, cioè non accasciamoci come sacchi di patate di fronte al monitor. Cerchiamo sempre di mantenere la schiena dritta e ricordiamo che – anche se sembra strano – la colonna vertebrale è sotto sforzo più quando siamo seduti che quando siamo in piedi. Lo schienale, preferibilmente regolabile, deve sostenere bene la zona lombare (cioè i reni) e non deve essere inclinato più di 110°. Importante è anche il materiale dell’imbottitura, che non deve essere eccessivamente morbida o comunque tale da farvi sprofondare, deve avere il bordo anteriore arrotondato e non deve ostacolare la pelle nella normale traspirazione. Se i talloni non appoggiano a terra comodamente ci dovremo aiutare con un poggiapiedi per evitare l’affaticamento delle gambe. Il poggiapiedi dovrà essere fisso o comunque impossibilitato a scivolare via dalla posizione che gli abbiamo assegnato.

Entrambi i piedi devono appoggiarsi comodamente. Tutte queste precauzioni possono sembrare noiose: in fin dei conti, magari, avete sempre lavorato benissimo sprofondati su un divano con il computer portatile appoggiato sulle ginocchia. Tuttavia, considerare i rischi annessi all’uso di uno strumento, anche se non lo facciamo per lavoro, risolve preventivamente un sacco di problemi. Dopotutto le cinture di sicurezza in auto, non sono e non devono essere prerogative dei soli piloti professionisti. O no?

Il tavolo deve essere abbastanza ampio e profondo da permettere una distanza di 50/70 centimetri tra il monitor e i vostri occhi. È indispensabile avere uno spazio davanti alla tastiera che permetta di appoggiare l’avambraccio: sono necessari circa 15-20 cm