Statistiche banche on-line Crisi Economica


Finita l’epoca dei trader, le banche on-line non sono certo scomparse, e sembrano anzi reggersi bene sul mercato. Sebbene, però, i conti correnti virtuali siano milioni, bisogna pagare per i servizi.

Sarà colpa del cattivo momento economico?

Un’indagine condotta nell’anno in corso  mette in luce le modalità di utilizzo degli italiani dei sistemi di home e net banking.



È emerso che, sebbene questi sistemi siano piuttosto diffusi, ci sono ancora molte persone che non lo considerano uno strumento della vita di tutti i giorni. Secondo i dati raccolti, su una base di 10.000 persone intervistate, ecco cosa è emerso:

  • L’86,3% degli intervistati è a conoscenza delle possibilità offerte dalle banche on-line;
  • L’28 % soltanto, tuttavia, possiede un conto corrente on-line;
  • tra gli utilizzatori abituali di Internet la percentuale sale al 19%;
  • Nel 75% dei casi il conto on-line si aggiunge a quello  tradizionale;
  • solo il 7% che, al momento dell’indagine, non aveva un conto on-line, contava di aprirlo a breve;
  • Il 71% dei non possedenti del conto on-line sono meridionali;

Per quanto riguarda i servizi più utilizzati:

  • Il 97,5% usa il Web per ottenere informazioni sul proprio conto corrente;
  • Il 57% effettua bonifici on-line;
  • Il 35% svolge operazioni di trading on-line;
  • Il 95% dei correntisti è molto soddisfatto del servizio offerto;

Per quanto riguarda gli utilizzatori dell’home banking:

  • Il 78% sono uomini;
  • La fascia di età in cui è più diffuso, al 48%, è compresa tra i 25 ed i 44 anni;
  • Il 57% vive in grandi città;
  • Il 55% nel nord;
  • Il 34% nel centro;

Interessanti anche le motivazioni che spingono a non utilizzare i diversi sistemi di home banking a disposizione. Il 47,3% degli intervistati, infatti, ha affermato semplicemente di non averne la necessità, un sorprendente 10% dichiara non conosce affatto questo tipo di servizio, mentre un altro 10% preferisce mantenere un rapporto più diretto e “fisico” con la propria banca (de gustibus…).

Sebbene l’analisi si riferisca al 2010 (i dati 2011 naturalmente non sono ancora disponibili), la tendenza che emerge è che il conto on-line nella stragrande maggioranza dei casi è utilizzato come complemento di un conto tradizionale, e sono ancora pochi gli utenti che sfruttano a pieno le potenzialità del web per compiere anche operazioni dispositive.

Le operazioni di sportello sono tra le poche cose al mondo per le quali si può affermare con certezza che “virtuale è meglio”.

Chi avesse qualche dubbio, si costringa a immaginare una banca con un solo sportello aperto, una coda di cinque persone tutte cariche di documenti di ogni tipo, il tempo che scorre veloce eliminando il poco tempo a disposizione per assentarsi dal lavoro: un incubo.



L’home banking ha l’indubbio vantaggio di esorcizzare quasi ogni scenario di questo tipo. Ci sono diversi tipi di servizi: tutti permettono di eseguire le
operazioni bancarie sfruttando, a seconda dei casi, Internet, il telefono di casa, il cellulare, il satellite, la televisione…l’importante, in ogni caso, è che siano sicuri, abbastanza a buon mercato e molto facili di usare.

Home banking non è per forza Internet.

Esistono molti altri mezzi per accedere al conto corrente e ai servizi bancari, il più diffuso dei quali probabilmente è il telefono. Attenzione, non stiamo parlando di terminali UMTS con grandi schermi grafici, ma di una normale e semplice telefonata.

E-commerce commercio del futuro