Soulbringer


L’ultima avventura di Infogrames, pur avendo dei punti di forza, delude un po’ le aspettative per alcune scelte discutibili. Nelle tenebre della notte, un avventuriero si aggira per le lande desolate di Rathenna.

Soulbringer

 



Dopo essersi accomiatato dal traghettatore, rimane in compagnia della notte e dei fischi del vento, mentre si muove intorno alle miniere di Madrigal. Comincia così Soulbringer, l’ultimo gioco di ruolo prodotto dalla francese Infogrames, che colpisce subito nel segno per quanto riguarda atmosfera, coinvolgimento e ambientazione. Bastano pochi minuti per capire immediatamente che non si tratta della solita avventura che punta sul classico schema “vedo il nemico, lancio un incantesimo, mi riparo e lancio un incantesimo più forte”.

I ritmi sono molto più blandi, nel senso positivo del termine, e la giocabilità, soprattutto per i numerosi intermezzi di dialogo, ricorda in parte, quella dei giochi di ruolo cartacei con il “dungeon-master” che racconta e spiega il dipanarsi dell’avventura. Purtroppo, però, tutti questi aspetti positivi rischiano di perdersi in una serie di scelte discutibili e di situazioni imbarazzanti. Innanzitutto, il sistema di visuale è alquanto ingessato: occorrono troppe operazioni per poter riuscire a vedere se qualche strana creatura ci attende dietro l’angolo.

Anche le fasi di combattimento all’arma bianca, ma lo stesso discorso vale per il lancio di incantesimi sono piuttosto confuse: spesso sembra che non ci sia una perfetta sincronia tra l’ordine impartito e il momento del fendente, così che il fatto di rimanere in piedi alla fine del combattimento, oppure di rimanere tristemente a terra, risulta affidata a variabili spesso del tutto casuali. Inoltre, le stesse opportunità di impartire ordini al proprio alter-ego durante gli scontri, principalmente la direzione del fendente, nonostante aumentino mano a mano che il nostro eroe acquista punti esperienza, sono quasi inutili. Spesso, nelle fasi concitate del combattimento manca il tempo materiale per eseguire qualsiasi scelta e si finisce per utilizzare sempre la stessa arma e la stessa modalità, andando avanti come bulldozer nella nostra opera di distruzione.

 

Lo stesso livello dell’intelligenza artificiale delle unità risulta piuttosto basso, con i cattivoni di turno che vi attendono in tutta calma nella loro area senza seguirvi da una sezione all’altra. Infine, qualche perplessità suscita anche il motore stesso del gioco, visto che non permette il controllo a 360°, Soulbringer subisce improvvisi rallentamenti non appena il quadro si riempie di qualche personaggio in più. Nel complesso, il titolo si guadagna la sufficienza per l’eccellente atmosfera, l’ottima ambientazione, una storia davvero intrigante e l’effetto di “esserci” che inculca in chi gioca.

Tutti pregi che aumentano il disappunto per una realizzazione che avrebbe potuto essere migliore.



Developer Infogrames
Gioco Intrattenimento
Compositore Patrick Phelan
Platform Windows
Data di uscita 30 giugno 2000
Generi Fantasy RPG
Mode Giocatore singolo
Distribuzione CD