Scegliere lo chassis


Si scende al negozio, si compra il PC preferito e non ci si pensa più. Già, ma siamo proprio sicuri che fra le macchine pret a porter ci sia quella fatta come la vogliamo noi?

Se le vostre esigenze sono “medie”, è molto probabile che la risposta sia affermativa. Ma se avete qualche richiesta appena fuori dalla norma, cominciano i problemi.

Un esempio personale: mi occupo di video e fotografia, e al mio computer sono normalmente collegati, fra interni ed esterni, da 15 a 20 dischi fissi, per una capacità totale di quasi 10 Terabyte. Se volessi “consolidare”, ovvero riunire in un solo chassis tutte le mie memorie di massa, pensate che troverei il prodotto giusto nel supermercato sotto casa? Dubito fortemente.



Per chi ha esigenze particolari, per chi gioca, per chi “pensa diversamente”, e per chi ancora ama assemblare da sé i suoi strumenti di calcolo, l’autocostruzione del PC rimane ancora a tutt’oggi la scelta più valida: permette di creare una macchina davvero “su misura” per i propri scopi. Di solito si procede individuando – mano a mano – scheda madre, processore, scheda grafica, dischi, e di seguito tutti gli altri componenti.

Quello che viene più spesso (ingiustamente) trascurato è il case, o chassis, che viene visto solo come uno “scatolone” in cui infilare acriticamente la componentistica. In realtà, lo chassis ha un ruolo fondamentale nell’operatività di un computer. E quindi merita una certa attenzione nel momento della scelta, che va fatta in base a parecchi criteri. (Approfondisci le caratteristiche di buon computer)

 

Lo chassis è chiamato a una serie di funzioni, a volte anche in contrasto fra loro.

La prima e più importante è ovviamente quella di “contenitore” del computer. Deve fornire un alloggiamento per tutte le componenti ed espansioni interne, e, in questo senso, da una parte deve essere il meno “inutilmente ingombrante” possibile, dall’altra deve garantire a ciascuna porzione dell’hardware lo spazio operativo necessario in base a precisi standard e normative.

La seconda funzione è ovviamente quella di protezione, sia delle componenti elettroniche rispetto all’esterno, sia dell’utente stesso nei confronti di componenti elettrici potenzialmente pericolosi. Parliamo tanto di protezione fisica (dal contatto, realizzata tramite pareti in solido lamierino o altro materiale) che di protezione dalle radiazioni elettromagnetiche (e radioemissioni in genere) in arrivo o in partenza dal PC. Le esigenze di protezione si scontrano con quelle di raffreddamento: per mantenere la temperatura di esercizio corretta, il case deve essere dotato di ampie aperture per il passaggio dell’aria.



Ma le aperture permettono anche il passaggio di disturbi elettromagnetici, liquidi (il classico caffè rovesciato), polvere, piccole dita paffute, e via dicendo.

Quindi?

In genere, i produttori risolvono il problema creando piccoli varchi per il raffreddamento serviti da ventole di vari diametri e protetti da griglie: quindi aperture “controllate” in cui forzare la circolazione dell’aria. D’altronde, le esigenze di raffreddamento si scontrano con quelle di silenziosità. Il case dovrebbe infatti anche garantire l’isolamento dell’ambiente da rumori e vibrazioni prodotti all’interno del PC e, in gran parte, dovuti proprio al continuo roteare delle ventole.

Le vibrazioni vengono in genere evitate ricorrendo a una costruzione solida, con un telaio in lamierino d’acciaio o alluminio di buon spessore di tipo scatolato (ovvero con piegature “strategiche” che irrobustiscono e irrigidiscono la struttura); inoltre, componenti che per loro natura producono vibrazioni, come gli hard disk, possono anche essere montati su appositi piedini isolanti in gomma.

Il rumore viene limitato usando materiali fonoassorbenti per rivestire i pannelli interni, o con particolari accorgimenti, come l’adozione di ventole di grande diametro che possano spostare grosse quantità d’aria pur girando piuttosto lentamente.




Funzionalità desiderabili Da un punto di vista funzionale, lo chassis deve prima di tutto permettere di eseguire il montaggio iniziale dei componenti in modo semplice, sicuro e, possibilmente, senza dover ricorrere ad utensili e attrezzi specifici. Gli chassis più sofisticati (e costosi) sono quindi dotati perlomeno di viti a testa larga, svitabili a mani nude, senza necessità di un cacciavite. E se nei modelli economici è possibile accedere al vano della motherboard solo sganciando il pannello di sinistra, in quelli più costosi è possibile sfilare il supporto per la scheda madre una volta rimosso il pannello di destra; in questo modo l’installazione della scheda madre può essere eseguita in tutta comodità, senza dover combattere con gli spazi delimitati dal case.

Un’altra piccola (ma graditissima) comodità è costituita dalle slitte autobloccanti per memorie di massa.

Di norma, le “baie” per i dischi presentano sui lati i fori per le viti di fissaggio, e il montaggio di ogni disco prevede il bloccaggio tramite 4 viti, spesso da avvitare mantenendo il cacciavite in posizioni particolarmente innaturali e scomode. Le slitte autobloccanti, invece, sono dotate di un sistema a cursore che blocca in posizione il drive senza bisogno di viti; oppure di apposite “chiavi” di plastica che provvedono a svolgere le funzioni delle viti, ma che si installano semplicemente appoggiandole alla baia e girando una piccola manapola.

Ovviamente, tutte queste raffinatezze saranno apprezzate soprattutto da chi prevede di variare spesso la configurazione del proprio PC. Se quindi siete di quelli che cambiano scheda madre e processore ogni anno, scheda grafica ogni 6 mesi, e aggiungete un disco ogni tre mesi, uno chassis che si apra in fretta, e consenta montaggi e smontaggi “a mani nude” vi farà risparmiare tempo e improperi. Se più che il continuo montaggio e smontaggio, le vostre esigenze sono legate al funzionamento di una macchina ad alte prestazioni (o il funzionamento continuo di una di fascia media) con una produzione di calore corrispondente, dovrete prestare attenzione ad un altro genere di caratteristiche.

Prima di tutto sarà ben orientarsi su chassis spaziosi (magari full tower) per poter distanziare opportunamente i componenti più delicati sotto il profilo termico (per esempio, i dischi), ed evitare che il calore si concentri in una medesima area.

Poi bisognerà scegliere modelli dotati di numerose ventole o, ancora meglio, predisposti a installare un sistema di raffreddamento a liquido (questi case sono riconoscibili perché hanno sul retro i fori per il passaggio dei tubi che vanno al radiatore esterno).

I principale Produttori chassis:

Aerocool www.aerocool.com.tw

chassis computer
Alcuni chasssis sfruttano le ventole come motivo decorativo. Questo iCute, per esempio, monta frontalmente una normale ventola da 12 cm, ma all’esterno compare questa enorme girante molto scenografica

Antec www.antec.com

Arctic Cooling www.arctic.ac

Asus asus.com

Chieftec www.chieftec.com

Cooler Master www.coolermaster.com

Enermax enermax.it

Ever Case www.evercase.com

FoxConn www.foxconn.com

Gigabyte www.giga-byte.it

Hiper www.hipergroup.com

Lc-Power www.lc-power.com

Lian Li www.lian-li.com

Nilox www.nilox.com

Nox www.nox-xtreme.com

Nzxt www.nzxt.com

Raidmax www.raidmax.com

Silentmaxx www.silentmaxx.de

Silverstone www.silverstonetek.com

Sunbeam www.sunbeamtech.com

TechSolo it.techsolo.net

Xilence www.xilence-power.com

Yeong Yang www.yeongyang.com

Zalman www.zalman.com

 

 

 

Lo sapevate che: Tutti noi siamo abituati a chiamare “tower” un computer con chassis a sviluppo verticale, da piazzare a fianco della scrivania. Ebbene, in teoria non si potrebbe:  il termine “tower” infatti è stato registrato come nome di prodotto da un costruttore americano, la NCR, nel 1982. Quando si cominciò a usare la parola “tower” per indicare i PC verticali, NCR tentò di opporsi tramite diffide legali, ma alla fine dovette lasciar perdere: tower era diventato un termine generico,  come è già successo a marchi come “ferodo”, “walkman” e “scotch”.