Rimuovere il rumore di fondo da una traccia Audio


Nell’articolo precedente abbiamo visto come Recuperare le canzoni degli Lp in Vinile per trasferirle in un Cd Audio sia un processo molto semplice grazie all’utilizzo di alcuni programmi e determinati accorgimenti. Ma se dopo aver effettuato  ultimato il trasferimento dal vecchio caro LP al disco fisso del PC, buona parte del lavoro può dirsi fatto, anche se a dire il vero tutto dipende dalla qualità del segnale registrato e, soprattutto, da quella garantita  dal disco originale. Di solito bisogna almeno dedicare un po’ del proprio tempo per ripulire la registrazione  da tutti quei piccoli crepitii e schioppi tipici dei vinili di vecchia data. Come anticipato, Goldwave, Editor Audio digitale pur non essendo un programma specializzato in questo tipo di operazioni, dispone di un apposito filtro automatico.

restauro delle tracce audio

 Lavorare di editing puro, almeno per i meno esperti, sarebbe infatti impresa impossibile o quasi. Per mettere  alla prova le funzioni messe a disposizione da Goldwave è sufficiente aprire il file incriminato e quindi selezionare la voce POP/CLICK contenuta all’interno della sezione FILTER del menu EFFECTS. Il filtro, applicato secondo le impostazioni predefinite, ossia con tolleranza  1.000, svolge un lavoro complessivamente buono in condizioni normali, ossia quando i rumori di fondo sono in quantità per così dire normale. Quando  invece si ha a che fare con un vinile seriamente rovinato, il rischio è quello che i crepitii aumentino di intensità fino a trarre  in inganno il filtro, che li scambia per percussioni. La soluzione a questi casi per così dire limite, passa per una procedura  mirata.

Lavorando con lo zoom a forte ingrandimento selezionate la porzione di file corrispondente al  singolo disturbo, isolandolo. A questo punto selezionate la funzione  INTERPOLATE (dal menu EFFECTS) e lasciate al programma  il compito di eliminare il problema. Fate molta attenzione: l’interpolazione nel campo musicale è un’operazione particolarmente   rischiosa, soprattutto quando applicata a porzioni troppo grandi di file. Per questo, non solo è necessario lavorare con precisione e al massimo ingrandimento  possibile in fase di selezione, ma è anche inutile cercare di applicare questo tipo di soluzione laddove il disturbo abbia una durata prolungata, superiore a qualche millisecondo. Per selezionare parti di un file con Goldwave,  dovete utilizzare il tasto sinistro del mouse per fissare il punto di inizio della selezione e quello destro per definirne invece la fine. Ogni area evidenziata  in blu può essere ingrandita premendo il pulsante si scelta rapida denominato  SEL. Ripetendo più volte questa operazione, non è poi così difficile selezionare  solo minuscole frazioni di file.

Eliminare Rumore e Disturbo restauro delle tracce audio

Si tratta del campione che Goldwave per analizzare e rimuovere il rumore di fondo dall’intero  LP. Ora, fate clic sul pulsante COPY, prima di selezionare l’intero file audio (EDIT/SELECT ALL). A questo punto applicate il filtro, selezionando la voce NOISE REDUCTION, dalla sezione FILTER del menu EFFECTS, senza dimenticarvi di selezionare l’opzione USE CLIPBOARD.  I più esperti, prima di passare alla fase di separazione dei singoli brani e quindi della masterizzazione, pos  possono a questo punto operare ulteriori interventi di editing, per esempio agire direttamente sull’equalizzazione dei suoni. In questo modo si possono modificare il  volume (aumentandolo o diminuendolo) o accentuare voci o strumenti principali. Anche in questo caso, il consiglio è quello di non esagerare: potreste ottenere l’effetto contrario.   Un altro inconveniente possibile  imputabile all’utilizzo del filtro per la rimozione dei rumori, è la creazione di fenomeni di distorsione sui picchi che  possono generarsi soprattutto con brani contenenti una ritmica più robusta della media (percussioni).

Quando si ha a che fare con LP potenzialmente rischiosi in questo senso è pertanto necessario provare,  oltre che con le impostazioni predefinite, anche con modifiche manuali della tolleranza che può essere aumentata all’ occorrenza fino a tre volte. Per valutare  attentamente i diversi risultati, i più esigenti potranno avvalersi, oltre che dell’ascolto per così dire normale, anche della possibilità di riprodurre le sole porzioni di  suono rimosse dal filtro. Per farlo, dopo aver normalmente applicato il filtro POP/CLICK, salvate il file pulito con un nuovo nome. Quindi selezionate la funzione  INVERT dal menu EFFECTS, copiate in memoria l’intera traccia (pulsante COPY), chiudete (senza salvarlo) il file e aprite quello originale, vale a dire  quello contenente i rumori di fondo. Ora fate clic sul tasto MIX: la forma   d’onda originale si dovrebbe trasformare del tutto per lasciare spazio al click e agli altri rumori eliminati in  precedenza, che sono pronti per essere ascoltati.

In alcuni casi, dopo aver rimosso i disturbi nel modo appena descritto è necessario procedere anche alla rimozione del rumore di fondo. Sebbene si tratti di una operazione semplice, il consiglio è quello di non abusarne,  applicandola indiscriminatamente a qualsiasi disco, compresi quelli che non ne avrebbero bisogno.  Per quanto siano ormai sofisticati gli algoritmi che governano i filtri, infatti, questa operazione comporta pur sempre un sostanziale intervento sui suoni originali.  In ogni caso, quando necessario, dovete per prima cosa selezionare una porzione molto breve (al massimo un paio di secondi) contenente il solo rumore di fondo,  per esempio quelli percepibili durante una pausa tra un brano e l’altro.

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