Registrazione audio e software per la creazione musicale


 Pro ToolsSi fa presto a dire che questa o quella scheda audio per pc permettono di trasformare un computer qualsiasi in una stazione di postproduzione audio.
Purtroppo, altrettanto rapidamente, chi opera nel campo musicale con ambizioni o aspirazioni professionali scopre presto che non è tutto oro quel che luccica e che dietro alle dichiarazioni roboanti di tanti produttori si nascondono realtà ben diverse.

Infatti, non basta solo dotare una scheda audio con ingressi e uscite in quantità per renderla adatta ad applicazioni di editing o di composizione musicale di qualità.

Tralasciando per il momento la questione relativa alla qualità di queste funzionalità per così dire extra, quasi sempre ciò che manca per trasformare davvero un normale pc da casa in una workstation audio è un software potente che permetta davvero di gestire e controllare tutto quanto occorre per l’editing audio musicale di livello professionale. Pro Tools, dell’americana Digidesign, è senza ombra di dubbio uno dei più importanti programmi per lavorare in ambito musicale e non solo.
Questa applicazione è ormai da anni considerata uno standard nel settore discografico (sul sito Digidesign l’elenco di gruppi o cantanti i fama mondiale che utilizzano Pro Tools è ogni giorno più lungo), così come in quelli della post produzione televisiva e cinematografica.
Tanto per fare un esempio, per gli ultimi due episodi della saga di Star Wars, i sound designers si sono avvalsi delle potenzialità di questo software per produrre ed editare la colonna sonora dei film, oltre che per digitalizzare i vecchi effetti sonori della fine degli anni ’70, ancora utilizzati e che giacevano su nastro magnetico).



Con Pro Tools quindi “si fa sul serio”, anche con la versione LE per Windows che è stata pensata per gli “home/project studio” e che dunque è in ultima analisi la versione più idonea per l’ambiente domestico.
La prima cosa da fare per comprendere Pro Tools LE è familiarizzare con un concetto fondamentale della terminologia audio: quello di DAW.

Questa sigla è l’acronimo di Digital Audio Workstation ed è in pratica ciò in cui inconsapevolmente trasformate il vostro computer installando Pro Tools LE e le soluzioni hardware con cui è commercializzato.

Provocatoriamente, infatti, si può tranquillamente dire che sia il Digidesign Mbox (di cui ci occupiamo approfonditamente in queste pagine), sia la Digi 002 (uno strumento ben più potente, dotato di 8 ingressi e uscite e altrettanti fader motorizzati, che sarà invece utilizzata per la seconda parte di questo articolo – che troverete sul numero di novembre), sono forniti in bundle con questo programma e non viceversa.

musicaIl concetto di DAW non esula da nozioni già acquisite dagli utenti di personal computer, che hanno per così dire la musica nel sangue, quali Sequencer MIDI e Hard Disk Recording, ma li estende. In pratica, ciò significa declassare l’importanza della scheda audio e pensare a un sistema, una postazione di lavoro, in cui il cuore pulsante è l’intero pc, che insieme a software e interfaccia audio permette di comporre, suonare, registrare, editare e mixare i suoni.
Dunque, in accordo con la filosofia Digidesign, già installando il suo prodotto entry-level, ossia l’Mbox con Pro Tools LE, il computer di casa si trasforma in una DAW potente, versatile e di alta qualità. Questo dispositivo, infatti, è una piccola ma completa interfaccia audio prodotta da Digidesign in collaborazione con Focusrite (noto produttore di pre-amplificatori microfonici ed equalizzatori professionali).

Grazie alle sue caratteristiche tecniche di assoluto rispetto e per mezzo degli strumenti forniti dal software Pro Tools LE, questa soluzione permette davvero di creare un micro-studio portatile a tutti gli effetti.

Attenzione, però: l’Mbox non è una scheda sonora e non funzionerà con altre applicazioni che coinvolgono l’audio, eccezione fatta per un limitato numero di software audio di terze parti, con cui comunica grazie al driver ASIO (Audio Sound Input Output).

Per questo motivo occorre anche avere una scheda audio preinstallata nel vostro sistema per poter iniziare a lavorare.
Mbox comunica con il pc tramite la porta USB 2.0, che fornisce anche l‘alimentazione. È dotata di due ingressi (input) e uscite (output) analogici e digitali (SPDIF) e utilizza convertitori AD/DA a 24 bit di qualità professionale, che supportano frequenze di campionamento di 44,1 KHz e 48 KHz.

Di qualità professionale sono anche i pre-amplificatori microfonici Focusrite, dotati addirittura di phantom 48v (ossia lo stesso tipo di alimentazione utilizzata per microfoni a condensatore). Tutti i connettori audio, così come l’USB, si trovano nel pannello posteriore.



Per qualche ragione imperscrutabile, inoltre, l’ordine dei connettori audio risulta stranamente “capovolto” rispetto a come sarebbe lecito aspettarselo: l’uscita digitale è più insoftware di creazione musicale alto dell’ingresso, mentre l’uscita e l’insert analogico 2 si trovano a sinistra rispetto all’1.
Nel pannello anteriore, invece, tutto torna in ordine e troviamo i due potenziometri (GAIN) per gli ingressi analogici 1 e 2 con un pulsante (SOURCE) e tre LED per selezionare il livello di ingresso (MIC, LINE e INST).

Più in basso è posizionato il LED SPDIF, che indica che i canali 1 e 2 sono impostati per ricevere un segnale digitale in ingresso (con l’esclusione di quello analogico) e appena più a destra si trova il LED USB, che attesta semplicemente il riconoscimento dell’interfaccia e il suo coretto funzionamento.
Aseguire, ci sono poi il MIX (RATIO) CONTROL (di cui ci occuperemo più avanti) e un potenziometro che controlla il volume delle cuffie (con relativo connettore mini-jack da 1/8 di pollice sul pannello frontale e un jack standard sul retro).

Infine, c’è anche un pulsante MONO che somma e centra i segnali in ingresso in ascolto, durante la registrazione, ma non ha effetto sul main output e pertanto serve principalmente per controllare la fase in particolari situazioni di registrazione stereo.

In abbinamento a Pro Tools LE, come già detto, l’Mbox permette di registrare, editare, mixare, e dunque di produrre musica, combinando tracce audio e MIDI, in un numero che cambia al variare delle caratteristiche del  vostro computer!

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