Pinnacle Studio


C’è poco da fare, Pinnacle Studio è praticamente sinonimo di video editing amatoriale su PC.

Per quanto esistano degni concorrenti (un nome su tutti: Adobe Premiere Elements), il programma di Pinnacle è probabilmente quello che ha saputo crearsi, nel tempo, la più estesa base di utenti. E questo nonostante molte versioni siano state caratterizzate da una certa “schizzinosità” sul fronte hardware: se il PC non aveva al suo interno i componenti giusti, non c’era verso di stare tranquilli, e le sessioni di montaggio erano funestate da blocchi e inceppamenti vari.

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I punti di forza di Studio, da sempre, sono la semplicità operativa (rispetto a programmi propriamente multitraccia tipo Premiere) e soprattutto l’ampio numero di plug-in e accessori software e hardware disponibili per migliorare l’esperienza di montaggio. La recentissima versione 17 di Studio non ha portato, in realtà, grandi novità rispetto alla precedente 16. Si tratta, tuttavia, di aggiunte di un certo peso, perché rendono il programma decisamente più attuale; anzi, visto il ritardo europeo nelle tecnologie televisive, si può dire che ne fanno un software “a prova di futuro”. La prima novità è che il programma nasce per Vista, pur restando compatibile con Windows Xp. Ovviamente, le richieste hardware cambiano, e di parecchio. Studio 17 è assetato di memoria e di potenza del processore. Per l’installazione su Vista, Pinnacle raccomanda 2 Gigabyte di RAM e processore Athlon 2,4 GHz o Dual Core da 1,6 GHz. Inoltre, alcune famiglie di filtri sfruttano il processore della scheda grafica, per cui anche quest’ultima deve essere di fascia alta. Pinnacle inoltre raccomanda almeno 1 Giga di RAM e scheda video della famiglia Radeon o Geforce .

Tutte queste “raccomandazioni” diventano requisiti tassativi nel caso si voglia sfruttare la seconda novità eclatante: il pieno supporto dell’alta definizione (HD). Studio 17 infatti è predisposto per acquisire e trattare nativamente materiale video in tutti i principali formati HD consumer. In particolare, è previsto il codec AVCHD (usato fra l’altro nelle telecamere Sony e Panasonic) e la capacità di codificare in H.264 per produrre filmati in alta definizione da masterizzare su dischi Blu-ray e HD-DVD. Per chi non disponesse ancora di questi costosi masterizzatori, c’è una funzione che registra una ventina di minuti di video HD su un normale DVD da 4,7 Gigabyte. Ed è sempre possibile, ovviamente, registrare i filmati su videocassette analogiche o digitali.

La versione Ultimate è composta da tre dischi: il DVD di Pinnacle Studio 17 Plus, con il programma completo; il CD di moduli aggiuntivi Ultimate, che comprende Soundsoap (per  l’audio surround), gli effetti speciali professionali e quelli di “Pan & Zoom” di precisione; e infine un DVD “bonus” con tantissimo materiale utile per rifinire i propri montaggi. Installato il tutto, si scopre un’altra novità: lo schermo è ridimensionabile per poter sfruttare i nuovi display panoramici.

In generale, tutta l’interfaccia è stata ulteriormente ripulita e affinata, pur mantenendo l’impostazione ormai classica, con le tre sezioni di Cattura (acquisizione), Edit (montaggio) e Creazione Filmato (codifica e masterizzazione), il browser degli elementi a sinistra in alto, la finestra di anteprima a destra e la timeline a occupare la metà inferiore dello schermo. Nella sezione di editing spiccano vari nuovi filtri ed effetti (per il  la confezione comprende addirittura il telo verde da mettere alle spalle del soggetto ripreso) e un più sofisticato generatore di musica di sottofondo. Le ultime novità significative si incontrano invece nella sezione “Make Movie”, dove si scopre che è possibile codificare il video per la visione su iPod o PSP, o persino eseguire l’invio diretto del video al sito Internet Yahoo! Video.

Un piccolo aggiornamento per un grande programma di montaggio video. Pinnacle Studio