Aumentare il CTR per migliorare efficacia di un banner


aumentare il CTR

Nel riquadro di pagina Come creare un banner di successo potete leggere tutti i trucchi per realizzare dei banner pubblicitari che pesino pochi kb, in modo da non appesantire le  vostre pagine web e facilitarne l’apertura e la consultazione daparte degli utenti, ma esistono regole di più ampio respiro per identificare il modo più corretto di realizzare spazi pubblicitari on-line. Sono importanti la  grafica utilizzata, il formato scelto, la tipologia (per esempio se con animazione, con testo in movimento o statico) e le caratteristiche del messaggio che si vuole  divulgare.

Tutti questi elementi sono importanti più o  meno allo stesso modo, ma dato che lo scopo di un banner è quello di catturare amichevolmente l’attenzione  del navigatore, il testo riveste un ruolo particolare, a cui bisogna porre estrema attenzione. Determinare delle regole universali è da una parte molto facile  e dall’altra impossibile. Nel senso che è facile capire che un messaggio pubblicitario, per essere efficace, dev’essere breve, d’immediata comprensione, capace  di spiegare in poche parole tutto quello che l’utente potrebbe trovare nell’universo che si trova alle sue spalle, raggiungibile con un semplice clic. Ed è impossibile perché non esiste un prontuario delle regole capaci di attirare l’attenzione degli utenti. Quello che per uno potrebbe essere interessante potrebbe lasciare completamente indifferente qualcun altro. Si deve cercare, quindi, di fare tesoro delle poche indicazioni generali che si possono dare e aggiungerci un pizzico di fantasia.

Per esempio, il banner per l’ingresso nell’area dedicata alla Chiesa Cattolica de l’Espresso Online recita:  “Vuoi salire al settimo cielo? Clicca qui e vedrai”. Qualcuno penserà che si tratta di pubblicità ingannevole, ma il significato del banner è chiaro, il messaggio saggio, breve ed efficace, arriva dritto al cuore di chi è sensibile nei confronti di questo argomento e dunque,  senz’altro, può reputarsi efficace e ben realizzato.

L’elemento principale da tenere in considerazione, comunque, è che non avete molto tempo a  disposizione per attirare l’attenzione del navigatore e convincerlo  a cliccare sul vostro banner. Mediamente, l’occhio di un utente web si sofferma sui messaggi pubblicitari per due o tre secondi, e neppure con  grande attenzione, dopodiché scarta verso altre aree del sito. In quei due o tre secondi il vostro messaggio deve placcare l’utente e  costringerlo a non distogliere  lo sguardo. Evitate poi, se possibile, di utilizzare messaggi ingannevoli: se riuscite a traghettare qualcuno  sul vostro sito attraverso un banner, non avete raggiunto completamente il vostro scopo. O almeno, non dovrebbe essere così, visto che oltre alle statistiche di accesso alle home page è importante soddisfare le aspettative degli utenti e fare in modo che restino nel  vostro sito e tornino a frequentarlo quanto più spesso  possibile. Se sul banner scrivete “software gratuito per tutti” e poi quello che offrite sono prodotti shareware  o addirittura programmi dialer o dotati di un  bel corredo di spyware, state certi che l’efficacia momentanea del vostro messaggio avrà l’unico effetto  di ritorcersi contro di voi.  Oltre al testo, anche la grafica è importante. Ma come sempre, eccedere può solo fare danno.

 Banner sfolgoranti, con animazioni da cardiopalma,  potranno anche essere d’impatto, ma statisticamente  è provato che l’esito finale sarà quello di allontanare il puntatore del mouse dell’utente, anziché attirarlo. D’altra parte, le statistiche dimostrano  anche che i banner statici sono meno allettanti di quelli animati, in cui ci si può sbizzarrire un po’ di più con la fantasia e con effetti curiosi e divertenti.  L’importante è non esagerare, anche per non correre il rischio di appesantire troppo i vostri banner, e per non ottenere l’effetto di nascondere il messaggio che volete trasmettere dietro una valanga di effetti speciali che mandano insieme gli occhi.

Come si verifica l’efficacia di un banner? Il primo termine di riferimento è il Clic Through Ratio (CTR),  ovvero il rapporto che intercorre tra quante volte un banner  viene cliccato e quante volte esso viene visualizzato sulla pagina web. Per fare un esempio pratico,  se il valore di CTR registrato è dell’1%, significa che una persona su cento tra quelle che hanno avuto la possibilità di visualizzare il banner ha accolto il  richiamo e vi ha fatto clic sopra. Naturalmente, più elevato è questo fattore più si può stare certi dell’efficacia  del banner, anche se è importante capire quali  sono i numeri reali dei contatti, ovvero quante impression (visualizzazioni) ha avuto realmente quel banner. Un conto, infatti,  è avere un CTR del 3% su 1000 impression, ben altro è averlo del 2% su 10.000.

Un altro  modo per verificare l’efficacia di un banner  si basa su un metodo empirico, che presuppone un costante controllo  incrociato dei file di log del server su cui si appoggia il sito pubblicizzato:  se un utente, registrato attraverso il numero di IP del suo  computer, dopo aver aderito al messaggio di un banner e avere avuto  accesso al sito proposto, continuerà a frequentare quelle pagine web nei giorni successivi (almeno una settimana,   dicono gli statisti dell’on-line), allora si può stare certi che l’obiettivo è stato raggiunto. Naturalmente, a fronte di tutto questo emerge un fattore importante che bisogna tenere in considerazione:  non basta solo l’efficacia di un banner per attirare un gran numero di utenti. È indispensabile che il banner sia collocato negli ambienti giusti e diffuso il più possibile. Per fare questo, se non si possiedono i mezzi per affidarsi a una  società di advertising on-line (si veda il riquadro di pagina 101),  esistono alcune facili tecniche che può essere interessante conoscere. Prima fra tutte lo scambio banner.

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