La migliore soluzione per stampare le foto


La rivoluzione della fotografia digitale ha ormai compiuto il giro di boa: oltre la metà delle fotocamere vendute oggi ha un sensore dove prima c’era la pellicola. Anche il numero delle foto scattate è cresciuto vertiginosamente, forse per la maggiore facilità d’uso, forse per il risparmio sul costo del rullino che ci portava a ragionare prima di premere il pulsante di scatto.

 

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L’unica cosa che non cresce, anzi è in calo, è il numero di stampe prodotte: l’80% delle foto digitali non lascerà mai gli schermi dei PC, dicono le statistiche. Perché?

Perché scattare in digitale è facile, ma stampare no. Bisogna saper usare il programma di fotoritocco, e traficare con il colore, i formati, i tipi di carta, i controlli della stampante…

Non sarebbe più semplice se si potesse semplicemente collegare la fotocamera alla stampante, o inserire nella periferica la scheda flash con le foto, premere un pulsante e ritrovarsi le foto pronte?

Bene, le quattro stampanti che proviamo in questo numero fanno esattamente questo: sono pensate per essere utilizzate come macchine indipendenti più che come periferiche del PC (cui comunque possono essere collegate via USB), e permettono di stampare foto nel classico formato 10 x 15 cm partendo da schede di memoria o direttamente dalle fotocamere digitali.

In un caso addirittura è possibile stampare via Bluetooth, per esempio dai telefonini dotati di fotocamera integrata.

Caratteristiche delle Fotocamere digitali

Tecnologie a confronto

Delle quattro stampanti che abbiamo confrontato, due sono a getto d’inchiostro e due a sublimazione termica. Fino a qualche tempo fa, la sublimazione era l’unica tecnologia digitale veramente capace di qualità fotografica, ma i costi elevati la tenevano fuori dalla portata degli appassionati.



Solo recentemente, con la diffusione di stampanti di piccolo formato, questa tecnologia è entrata nel settore amatoriale. Nel frattempo si è molto affinata la tecnologia inkjet, al punto che oggi le migliori stampanti di questo tipo forniscono risultati tranquillamente comparabili (e per certi aspetti migliori) con quelli dei sistemi a sublimazione. Se dunque le due tecnologie presentano oggi prezzi simili e simile qualità di stampa, su cosa possiamo basare la scelta?

Per alcuni fotografi il fatto che la sublimazione consenta di realizzare stampe realmente a tono continuo (in cui non c’è retino e ogni punto può essere un colore qualsiasi fra i 16 milioni dello spettro) continua a fare la differenza sulle inkjet, nonostante queste ultime ormai vantino risoluzioni tali da ridurre drasticamente lo svantaggio. Inoltre, le stampe a sublimazione sono generalmente più resistenti al sole e all’acqua, rispetto a quelle realizzate con la tecnologia inkjet, grazie a uno strato protettivo che viene applicato sulla stampa alla fine del processo di inchiostrazione. Anche su questo problema stanno lavorando i produttori di inkjet, e cominciano a proporre inchiostri resistenti all’acqua e carte insensibili ai raggi UV, quindi meno soggette a invecchiare. A sfavore della sublimazione invece giocano ancora i costi di esercizio, come vedremo più avanti.

Le vere discriminanti fra queste stampanti non sono però legate alla tecnologia, bensì all’impostazione della macchina e all’ergonomia di utilizzo.

La Epson PictureMate, per esempio, comprende il lettore di schede di memoria, ma è sprovvista di un monitor LCD che mostri le foto da stampare.

Il piccolo display LCD dispone di menu ben organizzati, ma alla fine è più comodo collegare una fotocamera alla stampante per poter vedere cosa si sta facendo. Anche perché la funzione di stampa Indice riesce a mettere su una pagina solo 20 foto e, se si usano memorie capienti, si finisce per spendere un patrimonio in carta fotografica solo per conoscere il numero della foto da stampare. Molto utile la funzione che consente di collegare un masterizzatore USB per copiare su disco il contenuto delle schede di memoria.

 




Considerata la presenza della maniglia di trasporto, sembra la macchina ideale da portare in vacanza, per stampare le foto da rivedere la sera con gli amici della spiaggia e per fare le copie su CD-ROM da portare a casa. Sulla stessa linea la Hp PhotoSmart 245 che, rispetto alla Epson, vanta dimensioni molto più compatte e la presenza di un vero monitor a colori LCD per visualizzare i menu, mostrare le foto ed elaborare le stampe, per esempio aggiungendo simpatici motivi ai bordi.

Grazie al display, la stampante Hp può essere usata comodamente senza alcuna componente esterna, computer o foto camera che sia: basta inserire la scheda di memoria nel lettore integrato e si è operativi. Fra l’altro, questa è l’unica stampante del lotto non compatibile PictBridge, quindi se volete collegare una fotocamera, dovrà essere di tipo compatibile DPOF. In pratica, vuol dire che deve essere una Hp. La PhotoSmart ha anche un sistema di stampa indice più efficiente, ma è penalizzata dal motore di stampa a soli tre colori, basato sulla cartuccia 57 di Hp.

È però possibile sostituire quest’ultima con la cartuccia 59, che contiene nero e due grigi, per la stampa di foto in bianco e nero di alta qualità. Quando abbiamo messo alla prova le due stampanti a sublimazione, ci aspettavamo risultati simili, visto che entrambe usano lo stesso “motore”.

In realtà, le due stampanti hanno “personalità” molto diverse. La Canon va usata assolutamente con una fotocamera collegata, se non addirittura con il PC, perché non solo non ha un display, ma nemmeno un pannello comandi, o un tasto di accensione. Tutto va amministrato dalla fotocamera (o dal computer) collegati in USB tramite le due porte a disposizione.

La stampante Kodak, al contrario, è piuttosto sofisticata. Essa nasce in primo luogo per fare da “base” alle fotocamere della stessa marca, che una volta agganciate sul connettore superiore diventano un tutt’uno con la stampante. La macchina usa il display della fotocamera per mostrare le foto e nel frattempo ne ricarica le batterie. Due porte USB consentono il collegamento simultaneo al PC e a una fotocamera non Kodak (ma compatibile con lo standard PictBridge) oppure a un lettore multiformato di schede di memoria.

Tutto considerato, chi vuole una stampante a sublimazione e non ha una fotocamera Kodak non troverà molti “plus” in questa stampante rispetto al modello Canon e, considerato che i materiali di consumo costano circa il doppio, la EasyShare Printer Dock appare indirizzata principalmente a chi è già attrezzato con la fotocamera giusta.

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Caratteristiche di una stampante Laser