La macrofotografia


Con una semplice “compatta”è possibile realizzare immagini di grande impatto,sfruttando la funzione Macro,ormai presente in tutte le fotocamere.Trucchi e consigli Avete mai osservato il mondo che vi sta attorno, nei minimi particolari? Non è necessario spostarsi dalla propria casa per scoprire un’incredibile varietà di soggetti, validi per belle immagini.

È il mondo della ripresa a distanza ravvicinata:

ognuno di voi può scoprirlo, anche utilizzando una normalissima compatta digitale, da poche centinaia di euro. L’importante è che consenta di scattare a meno di 50 centimetri dal soggetto.

Oggi ci sono modelli in grado di mettere a fuoco anche a un solo centimetro, selezionando la funzione Macro, quella comunemente indicata dal Animare gli ambientisimbolo di un fiore stilizzato. Quando si seleziona questa modalità, la fotocamera imposta i parametri che ritiene più adatti a questo tipo di ripresa, e permette di mettere a fuoco da meno di 50 centimetri sino alla minima distanza di messa a fuoco consentita.



 

Per sapere qual è, basta consultare il libretto di istruzioni della compatta: può arrivare anche a un solo centimetro. È necessario stare attenti a non superare questo limite, perché la maggior parte delle fotocamere scatta anche quando l’immagine non è nitida. In genere una luce rossa fissa o lampeggiante sul retro (posta a fianco del mirino), oppure un segnale sonoro, avverte della mancata messa a fuoco. La luce di colore verde invece segnala che è tutto a posto.

 

La luce migliore A seconda che sia quella del sole, quella del flash o di altre lampade, la luce si definisce naturale oppure artificiale. In realtà la luce del sole e quella del flash hanno le medesime caratteristiche e possono essere definite entrambe “naturali”.

La luce da utilizzare nella ripresa

da vicino non sempre è quella considerata migliore per la fotografia in generale. Il sole basso all’orizzonte, situazione ottimale per i paesaggi, crea al contrario problemi nelle riprese a distanza ravvicinata, perché non riesce a illuminare bene il soggetto. Inoltre questa illuminazione è molto direzionata e crea ombre nette e contrastate, sovente poco gradevoli.

È preferibile aspettare che il sole sia alto nel cielo, e girare attorno al soggetto, in modo da poterlo fotografare in modi diversi. Una luce frontale è utile quando si vuole illuminare il soggetto in maniera uniforme e piatta, per mettere in rilievo le masse colorate e il contorno.

L’illuminazione laterale, invece, serve a dare rilievo ai dettagli, come le asperità delle superfici, oppure per modellare masse e volumi. Un moderato controluce può far risaltare le gocce di rugiada o una superficie innevata, come esaltare le trasparenze delle foglie e dei fiori. Un controluce pieno, con la luce esattamente dietro il soggetto, offre un effetto silhouette e disegna i contorni con un leggero bordo luminoso. Se l’oggetto fotografato è translucido o semitrasparente, consente di vederne l’interno.



La luce morbida e diffusa delle giornate di cielo coperto è adatta per riprendere superfici dai colori pastello, oppure per smorzare colori troppo forti. Quella del sole è da evitare quando si desidera riprendere soggetti vivi, come piccoli animali o insetti. In questi casi, è preferibile usare il flash.

Il lampo è utile anche con soggetti immobili, quando la luce è poca, perché consente di usare un tempo più veloce. Con tempi di scatto più lunghi di 1/60 di secondo, a mano libera, si rischia di ottenere un’immagine mossa e quindi poco nitida. Oltre al flash, il mosso accidentale creato dal movimento di chi fotografa si elimina montando la macchina su un cavalletto.

Può capitare che la luce ambiente sia sufficiente

ma non riesca a illuminare bene il soggetto in tutte le sue parti, lasciando varie zone in ombra. Per risolvere l’inconveniente si possono usare alcuni utili accessori: per esempio dei pezzi di carta o di stoffa, di grandezza variabile in funzione delle dimensioni del soggetto, di colore bianco o argentato. Si può usare un semplice foglio di carta oppure la pellicola di alluminio tipo domopak, usata per il cibo.


Grafica e Fotoritocco per immagini Internet

d’erba ghiacciati illuminati

Un punto di vista diverso permette
di scoprire e mettere in risalto
particolari poco visibili.Come semplici
steli d’erba ghiacciati illuminati in
leggero controluce

Con questi supporti è possibile convogliare la luce verso il soggetto, in modo da illuminarlo meglio. Il foglio o la stoffa bianca forniscono una luce più morbida, mentre la superficie argentata conferisce un’illuminazione più forte e direzionata. Può andare altrettanto bene un piccolo specchietto da viaggio, che indirizza sul soggetto una luce ancora più forte.




La luce del flash è la più usata

perché è la più semplice da gestire ed è sempre disponibile, dato che tutte le compatte dispongono di un flash incorporato, sufficientemente potente per l’occasione. Il lampo, infatti, è in grado di illuminare sino a un massimo di tre/cinque metri di distanza a seconda del modello. Nelle riprese da vicino, si fotografa a distanze decisamente inferiori. L’illuminazione può essere divisa in due grandi categorie, in base alla sua direzione: diffusa e radente.

La luce morbida e diffusa è utile per fotografare oggetti lucidi e riflettenti; o per penetrare meglio dentro una cavità, per esempio l’interno di un fiore; o, ancora, per riprodurre varie sfumature di colore. Al contrario, si ha una fonte radente quando i raggi di luce che illuminano il soggetto sono inclinati rispetto alla sua superficie. È un’illuminazione molto utile per mettere in rilievo la struttura delle superfici: per esempio, una stoffa o una corteccia.

Cambiare punto di vista

Spostare il punto di ripresa, anche di pochi centimetri, può cambiare di molto il risultato finale, e nella fotografia a distanza ravvicinata questa regola è ancora più valida. Provate a immaginare la semplice foto di un fiore: inquadratelo dall’alto, lateralmente, stando sdraiati per terra…

Vi ritroverete con immagini completamente diverse tra loro.

Nelle foto di natura, può essere particolarmente interessante privilegiare il punto di ripresa dal basso, a livello del suolo.

Pensate ai particolari di un prato, visto da vicino e completamente da terra: scoprirete un mondo nuovo, che dall’alto non immaginavate nemmeno.

È come vedere la realtà, attraverso gli occhi di un piccolo animale. Quello che, dall’alto, appare come un semplice rametto o uno stelo d’erba, dal basso e da vicino sembrerà un oggetto di grandi dimensioni.

Osservate anche quanto vi sta davanti non solo inquadrando orizzontalmente, ma anche verticalmente, soprattutto se nel soggetto prevalgono linee, forme e colori. Il digitale offre l’opportunità di scattare tutte le foto che desiderate, senza costi aggiuntivi. Inoltre, potete controllare i risultati sul display integrato nella macchina, eliminando quelli che non vi soddisfano.
Che cos’è il Rumore Fotografico