Il consumo di un computer


Risparmiare energia Controlliamo i consumi dei Pc per risparmiare elettricità e denaro

Il vostro computer consuma da solo tanta corrente

Per chi avesse passato gli ultimi anni su un pianeta extrasolare, ho una notizia importante: le risorse terrestri si stanno esaurendo, e la produzione di corrente elettrica da fonti fossili sta facendo crescere sempre più il livello dei gas serra, che provocheranno prima o poi (secondo alcuni già lo fanno) mutazioni climatiche potenzialmente disastrose. Tranquilli, il petrolio non finirà domani, e i ghiacci del Polo Sud rimarranno al loro posto ancora per parecchi anni. Ma se le cose procedono così, i nostri nipoti o pronipoti potrebbero trovarsi a gestire una situazione irrecuperabile.



E questo vuol dire una cosa sola: bisogna cominciare a pensarci adesso, prima che sia troppo tardi. Le linee guida a livello mondiale sono note, ci sono stati fior di convegni personal-computerinternazionali, sono stati siglati dai vari governi decine di impegni e accordi, sempre con lo scopo di ridurre gli sprechi di energia e le emissioni di CO2. Ma come al solito tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi dei veri e propri oceani; per cui, in attesa che i grandi della terra si diano realmente da fare, forse è il caso di cominciare ad agire in prima persona.

Probabilmente vi chiederete che differenza possa fare, per la sopravvivenza del genere umano, un vostro cambiamento di abitudini, per esempio lo spegnere il televisore invece che lasciarlo in “stand-by”.

Beh, se lo fate solo voi cambierà ben poco… ma se milioni di persone iniziano a mettere in pratica comportamenti “virtuosi”, anche apparentemente insignificanti, il piccolo risparmio individuale di energia moltiplicato per milioni di individui si traduce in un risparmio energetico consistente – e in milioni di tonnellate di CO2 in meno riversate nell’atmosfera. Un’altra obiezione che viene fatta spesso è: perché dovrei farlo?

Ovvero, perché, in una società di spreconi individualisti, dovrei sobbarcarmi l’onere di stare attento a ciò che consumo? Beh, se non lo fate per i vostri discendenti, fatelo… perché conviene!

Economicamente intendo: minori consumi equivale a bollette più basse, e scegliere la strada “verde” per la propria infrastruttura informatica porta anche a minori spese in fatto di apparecchi, materiali di consumo, e via discorrendo.

 



 

Insomma, un atteggiamento eco-compatibile tutto sommato paga, a parte qualche eccezione di cui parleremo più avanti. Vi abbiamo convinti? Speriamo di sì, e quindi andiamo subito al concreto: cosa si può fare per abbassare i nostri consumi energetici dovuti alle attività informatiche? Due le possibilità: si può agire per ridurre il consumo del proprio computer, oppure ci si può dotare di un PC nuovo con specifiche “verdi”.

Inutile negarlo, molti di noi si trovano in casa computer che sono dei veri e propri buchi neri per quanto riguarda i consumi di energia. Le macchine ad alte prestazioni sono sicuramente le prime a cui si pensa: schede grafiche, processori e dischi fissi veloci sono affamati di energia. Ma per quanto strano possa sembrare, anche le macchine di fascia bassa spesso consumano molto più di quanto dovrebbero. Anzi, sprecano, perché si tratta proprio di energia buttata, trasformata in calore senza produrre potenza di calcolo.

Il primo componente da mettere sul banco degli imputati è sicuramente l’alimentatore

suggerimentiSpesso si dice “questo computer consuma 500 Watt”. Beh, di fatto si tratta di un errore, o perlomeno di un’imprecisione: il  Watt misura la potenza, non il consumo, che è la quantità  di energia fornita alla macchina. L’unità di misura del consumo più frequentemente usata è il Wh o Watt/ora, anche se per il Sistema Internazionale l’unità corretta è il Joule, ovvero il Watt per secondo.  Un computer che utilizza 500 W avrà quindi un consumo effettivo di 0,5 kWh, o se preferite consuma un kilowatt ogni due ore. Che alle tariffe attuali si traduce in una spesa di circa 10 centesimi di euro per ogni ora di funzionamento.




 

Se dovete acquistare un computer nuovo, ricordate che i notebook sono fino a 5 volte più efficienti dei desktop di potenza equivalente. I modelli economici presentano elevate perdite verso massa e in generale una scarsa efficienza (valori medi intorno al 50%) nel trasformare la corrente di rete nelle tensioni continue richieste dalla componentistica elettronica. Diffidate quindi degli alimentatori troppo economici, o comunque datati. E se il vostro PC è alimentato da un anonimo scatolotto dall’aspetto dimesso e senza etichette di certificazione, forse è il caso di cambiarlo.

Come individuare un alimentatore “efficiente”?

Beh, il prezzo è un buon indicatore. Il responsabile di una “server farm”, un centro di calcolo con oltre 2.000 computer, dove ovviamente l’efficienza energetica è fondamentale, ci ha raccontato che il solo alimentatore di un server Sun costava quanto un PC Intel completo di tutto. A parte il prezzo, c’è anche una specifica, non un vero e proprio standard, ma una sorta di autocertificazione chiamata “80plus”, che attesta la capacità dell’alimentatore di ottenere un’efficienza superiore all’80% a ogni regime di carico (precisamente al 20, 50 e 100% del carico).

 80 plus è un programma di certificazione volontaria volto a promuovere l’uso efficiente dell’energia in alimentazione informatica unità

Gli alimentatori certificati 80plus sono venduti da tutti i maggiori produttori e ne esistono oltre 3000 modelli. Ultimamente la specifica è stata allargata per includere tre ulteriori gradi di merito (bronzo, argento e oro) che indicano efficienze rispettivamente dell’82, 85 e 87%. Altro componente critico dal punto di vista del consumo è la CPU. In questo caso, la

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sostituzione potrebbe non essere indolore, visto che in larga parte essa è il componente che determina la potenza della macchina. Fortunatamente, i due principali produttori (Intel e AMD) negli ultimi anni hanno lavorato molto sull’incremento dell’efficienza energetica dei chip. Così, gli ultimi Processore Intel® Core™ i7 di quarta generazione sono più veloci dei precedenti modelli in tecnologia, ma consumano meno.

E dato che sono compatibili a livello di zoccolo, in molti casi è possibile effettuare il cambio di processore senza dover comprare un PC nuovo. Discorsi simili valgono per le CPU AMD. Per quanto riguarda la scheda grafica, al momento c’è poco da fare: i due maggiori produttori sono impegnati in una guerra all’ultimo sangue sul fronte della potenza di calcolo, e l’efficienza energetica è l’ultimo dei loro pensieri.

Quindi, in questo caso l’unica cosa da fare è valutare bene le proprie esigenze. Chi non passa il tempo a giocare con i più recenti videogame in 3D potrebbe evitare di usare schede ultrapotenti, e puntare su modelli di prestazioni più limitate; spesso, l’assenza di una ventola e un dissipatore di dimensioni contenute sono indici di un consumo di energia più basso della media. Comunque un’occhiata alle specifiche, dove è indicato il consumo elettrico, dovrebbe aiutare a chiarire ogni dubbio.

La soluzione migliore, se non si necessita del 3D, è di sfruttare la grafica integrata presente in molte schede madri: è lenta ma presenta consumi bassissimi. Un certo movimento si comincia a vedere invece nel comparto delle memorie di massa: dischi rigidi a basso consumo hanno cominciato a spuntare nei cataloghi dei maggiori produttori.

Certo, non si tratta di unità ad alte prestazioni, hanno spesso velocità di rotazione limitate a 5.400 giri e tempi di accensione e di accesso ai dati meno fulminei rispetto a quelli dei vari Velociraptor e simili. In cambio, però, riducono di molto i consumi e guadagnano parecchio in affidabilità. Già, perché questi dischi sono sottoposti a stress meccanici inferiori, e hanno una componentistica più robusta pensata per resistere a un numero molto maggiore di accensioni e spegnimenti (la commutazione da spento ad acceso è statisticamente il momento di maggiore shock per il disco, e di conseguenza quello in cui sono più probabili i guasti). Accanto a linee di prodotto ben note, come i dischi Western Digital della linea GreenPower, è possibile trovare sul mercato altri dischi ad alta efficienza energetica meno noti.

Seagate, per esempio, vende una linea di dischi SATA chiamata Constellation ES (destinata per lo più a sistemi di videosorveglianza) che associa bassi consumi a un’elevatissima sicurezza di funzionamento. A questo punto, all’interno del PC non c’è più molto che possa essere reso più parco in termini di consumi di elettricità. O meglio, gli interventi da fare avrebbero un costo molto elevato in cambio di piccoli miglioramenti.

Parliamo di cambiare la scheda madre per montarne una con chipset più efficiente (si risparmiano una ventina di Watt), o sostituire tutte le ventole con modelli dotati di motori a basso consumo.

logo Energy Star e 80 plus

I computer e i dispositivi elettronici a basso consumo di solito dichiarano la loro “ecologicità” tramite appositi loghi. Due dei più noti sono l’Energy Star, che potete trovare su vari tipi di apparati elettronici (computer, elettrodomestici, home entertainment) e l’“80plus”, autocertificazione di efficienza per gli alimentatori PC. Alcune aziende, poi, si sono organizzate “in proprio”, creando loghi verdi… proprietari, come quello usato da Western Digital per i suoi dischi fissi

All’esterno del PC, il componente più sprecone è in genere il monitor. In particolare, i vecchi modelli a tubo (CRT) presentano consumi elevati, circa tripli rispetto a quelli di un equivalente display LCD di recente produzione. Da notare che il monitor CRT presenta di solito anche un consumo in stand-by più elevato (soprattutto quelli “instant-on”), e durante il funzionamento consuma di più se deve visualizzare schermate “chiare”: ovvero, se visualizza una pagina nera consuma meno che quando visualizza una pagina bianca. Per quanto riguarda gli LCD, il consumo dipende essenzialmente dalle dimensioni, quindi per risparmiare energia è meglio non lasciarsi prendere da manie di grandezza, e acquistare il monitor più piccolo con risoluzione adeguata alle proprie esigenze.

Nel prossimo futuro, nuove tecnologie dovrebbero ridurre ulteriormente i consumi dei monitor. Oltre al sistema di retroilluminazione a LED, leggermente più efficiente di quello a tubi attualmente in uso sulla maggior parte degli schermi, promettono bene le tecnologie della classe OLED, che usano diodi luminescenti al posto dei normali cristalli liquidi per formare le immagini, senza necessità di retroilluminazione. Oggi i display OLED sono ancora piuttosto piccoli, ma la tecnologia sta migliorando rapidamente e nel giro di qualche anno sarà matura per essere adottata anche sugli schermi di grandi dimensioni.
Televisori LCD e monitor per computer

Informatica ecosostenibile

suggerimentiGli economici alimentatori taiwanesi che spesso vengono montati sui PC “fai da te” sono spesso estremamente inefficienti: arrivano a disperdere anche il 50% della corrente che utilizzano.Per evitare ciò, comprate solo alimentatori che mostrano il logo “80plus”, segno di alta efficienza energetica

Se dovete acquistare un computer nuovo, ricordate che i notebook sono fino a 5 volte più efficienti dei desktop di potenza equivalente