Editor Audio


La musica trova nel pc un alleato quasi insostituibile, grazie a software molto sofisticati che consentono di gestire i formati digitali e analogici o di restaurare vecchi dischi in vinile. A confronto le caratteristiche chiave e le funzionalità di 5 tra i migliori editor audio in circolazione.

software formati digitali e analogicieditor audio è l’equivalente della videoscrittura per i testi. Così come un word processor permette di copiare, incollare e cancellare paragrafi o singole parole, definendo corpi, caratteri e layout, allo stesso modo un editor audio consente di intervenire sui suoni digitalizzati aggiungendo, spostando, copiando, cancellando e modificando la traccia originale.

Alla luce dell’importanza assunta dalle applicazioni audio e dai nuovi orizzonti creativi messi a disposizione dai pc, il mercato degli editor audio offre ormai un’ampia gamma di possibili impieghi: il campionario va dai programmi più semplici, che offrono funzioni per così dire base, fino ad arrivare a suite decisamente professionali adatte per lo più agli addetti ai lavori.



Tutti questi software condividono ovviamente una serie di funzionalità minime comuni. Difficilmente qualcuno accetterebbe un Notepad impossibilitato a copiare e incollare del testo. Appena si entra nel terreno di trasformazioni, elaborazioni e abbellimenti, però, ogni applicazione propone un insieme diverso di caratteristiche. Questo significa che ogni editor può essere stato progettato per un uso specifico e per questo può risultare più o meno adatto a particolari impieghi, come verrà spiegato più avanti.

COSA FA UN EDITOR AUDIO

Le applicazioni classiche di un editor audio possono essere raggruppate in alcune categorie principali: acquisizione, conversione, modifica, filtraggio (filtering), aggiunta di effetti o trasformazioni e produzione di loop. L’acquisizione riguarda la possibilità di campionare (ovvero trasformare da digitale ad analogico) il suono attraverso la propria scheda audio, dalle cui potenzialità dipendono ovviamente anche i parametri fondamentali del processo di acquisizione, ossia la frequenza di campionamento e la risoluzione. La conversione è invece il processo di trasformazione da un formato di file all’altro, con la possibilità di variare la frequenza di campionamento e la risoluzione (8, 16, 24 o 32 bit) e che in questo caso dipendono esclusivamente dalle capacità dei singoli programmi.

Nella categoria modifiche si trovano sostanzialmente tutte le funzioni per tagliare, copiare, duplicare e suddividere il materiale audio, senza alterarne il contenuto timbrico. Il filtraggio riguarda il trattamento dell’audio digitale per la sua equalizzazione (toni e singole frequenze), l’eliminazione del fruscio (per il restauro di nastri e dischi), la variazione dell’ampiezza e la variazione della dinamica. Già sfruttando queste funzionalità è possibile ottenere dei risultati interessanti . Gli effetti e le trasformazioni intervengono sull’audio in modo più radicale dei filtri e servono per aggiungere eco, riverbero, distorsione, per rallentare o aumentare la velocità senza alterare l’intonazione o per variare l’intonazione senza modificare la durata del materiale. Fra le decine di programmi disponibili, molti dei quali realizzati da appassionati e da piccole software house, solo alcuni sono diventati dei prodotti commerciali stabili, con un supporto affidabile e con un costante lavoro di aggiornamento e di sviluppo.

I più interessanti sono:

  • Cool Edit
  • Tiny Wave Editor (TWE) di Yamaha
  • Wavelab
  • Sound Forge

Audio e video

I riproduttori audio e video digitali sono un’altra forma di computer “nascosto”, da portare con sé e magari esibire come un piccolo gioiello. Nel campo della musica, il re tra gli MP3 player è certamente Apple Ipod , che deve il suo enorme successo non solo al design e alla qualità del suono. Al suo interno, ben nascosto, c’è un vero e proprio PC palmare capace di eseguire potenzialmente qualsiasi programma. Naturalmente non ha molto senso usare Ipod per scopi diversi da quelli per cui è stato costruito, ma un gruppo di “hacker” in vena di pazzie ha documentato come caricare sull’Ipod persino il sistema operativo Linux.

I riproduttori di filmati portatili, chiamati anche personal video player, racchiudono in pochissimo spazio uno schermo a colori, un videoregistratore digitale e un minuscolo hard disk per memorizzare filmati, musica e fotografie. Se lo schermo di pochi pollici di diametro non è un problema, per chi tiene la propria raccolta di video nell’hard disk del PC si tratta di una soluzione migliore rispetto a quella rappresentata dagli apparecchi DVD portatili: peso e dimensioni sono più contenuti, e non c’è bisogno di masterizzare su supporto DVD il materiale da vedere mentre si è in viaggio o fuori casa.

Quando l’apparecchio è dotato di ingressi e uscite video da collegare alla TV di casa, è funzionale anche per vedere film e DivX sul grande schermo. I modelli più sofisticati usano il sistema operativo Windows Portable Media Center, come il riproduttore Zen proposto da Creative.

Grazie al sistema operativo Windows, è molto semplice scaricare i filmati dal PC al riproduttore, usando direttamente Windows Media Player.

Chi invece non vuole appoggiarsi a un PC per trasferire i file non è tagliato fuori, perché quasi tutti i modelli hanno ingressi audio/video simili a quelli di un videoregistratore; tuttavia non tutti i riproduttori possono registrare direttamente il filmato nell’hard disk. Alcuni devono appoggiarsi alla potenza di calcolo di un PC (che durante la registrazione va lasciato collegato e acceso), oppure registrano con una qualità inferiore.



 

Consigli come effettuare la masterizzazione di un Cd Dvd