Differenza tra Cd Audio e Cd – R


CD Audio, masterizzarePrima di scrivere quest’articolo, tra le mani possedevo 2 Cd, uno è  un  CD Audio e l’altro un CD-R, non sapendo la sostanziale differenza di entrambi noi di offertagratis abbiamo effettuato una ricerca.

Il termine “CD-Audio” indica una modalità di scrittura dei dati, mentre il termine “CD-Rindica invece un tipo di supporto.

Ci poniamo subito la domanda:



“quali sono le differenze riscontrabili tra i CD-Audio prodotti industrialmente e quelli prodotti in casa con un masterizzatore usando come supporto i CD-R?”.

In tal caso, la risposta è la seguente. C’è innanzitutto una differenza di tipo fisico. I CD-Audio di tipo industriale vengono stampati usando una matrice di vetro che imprime in un colpo solo su un dischetto di alluminio l’intera spirale di forellini in cui i dati sono codificati; il dischetto viene poi plastificato per diventare il CD che noi conosciamo. Viceversa, in un CD-R ài forellini vengono incisi uno dopo l’altro, in sequenza, da un laser che induce cambiamenti di stato (e quindi di riflettività) in uno strato interno del dischetto.

 

Questa differenza fisica causa anche differenze nel contenuto e nella qualità di ascolto?

In linea di principio, no: quando si effettua la copia di un CD-Audio, i dati riportati sul CD-R copia sono esattamente quelli presenti sull’originale, e noi sappiamo che il bello dei dati digitali proprio il fatto che rimangono del tutto inalterati, qualunque sia il supporto utilizzato e il numero di copie eseguite. Nella realtà, tuttavia, le cose non sono così semplici. Nel corso della masterizzazione, le inevitabili microvariazioni nella velocità di rotazione del CD possono causare delle irregolarità nel posizionamento dei forellini (jitter). Inoltre, la capacità di riflettere la luce dei forellini nei due tipi di supporto è diversa. Questi due fattori fanno sì che nel corso della lettura di un CD-Audio masterizzato su supporto CD-R si verifichi una quantità di errori di lettura superiore rispetto all’originale.

I lettori di CD sono dotati di circuiti per la correzione degli errori di lettura; tuttavia un eccessivo lavoro di questi circuiti farà sì che la musica non venga riprodotta con fedeltà assoluta. È possibile, quindi, che la qualità sonora percepita in un CD-R sia inferiore all’originale (anche se stiamo parlando di sottigliezze da audiofili, non di difetti immediatamente evidenti all’orecchio del profano). Per minimizzare queste differenze, sarà opportuno eseguire la masterizzazione a bassa velocità. Esistono anche alcuni masterizzatori (per esempio, certi modelli Yamaha, purtroppo ormai fuori produzione) specializzati nella duplicazione dei CD-Audio: essi operano creando dei “forellini” di dimensioni maggiori, che risultano così più facilmente leggibili (il contrappasso è una lieve riduzione della durata massima dei CD). Un’altra buona norma è quella di usare supporti di buona qualità. Attenzione, però: esistono in vendita CD-R “per musica”, fatti per essere utilizzati nei masterizzatori da tavolo.

La qualità dei supporti di questo tipo non è però necessariamente superiore a quella dei CD-R “per computer”;

l’unica differenza è un diverso tipo di tassazione, che comporta un prezzo più elevato.



 

Probabilmente sono destinati a sparire con l’arrivo della nuova tassazione che, ahinoi, colpirà ogni tipo di supporto.