Creare cataloghi di foto su CD


CD e PhotoCD

Il CD, abbreviazione di Compact Disc, è un disco di plastica sul quale le informazioni vengono incise permanentemente. I CD veri e propri necessitano di appositi e costosissimi macchinari, ma ne esiste un tipo particolare, chiamato CD-R (Compact Disc Registrabile), che può essere inciso da qualsiasi computer dotato di masterizzatore. In queste pagine ci riferiamo sempre ai CD-R. La tecnologia usata è di pubblico dominio, qualsiasi produttore infatti può creare un lettore per CD, cosa che non ci lega a un particolare marchio. L’affidabilità sul lungo periodo sembra ottima, inoltre la compattezza è notevole e l’economicità del tutto convincente. Insomma, creare cataloghi di foto su CD è, attualmente, la scelta più sensata. Basta dotarsi di un masterizzatore e imparare a usare il software necessario per creare i propri CD in casa.

Il PhotoCD è il sistema ideato da Kodak per la memorizzazione delle immagini su CD. Si portano i negativi, le stampe o le diapositive al laboratorio, e si chiede un PhotoCD. Costano cari, però hanno due vantaggi: se il laboratorio è davvero professionale, le acquisizioni fatte dai loro macchinari hanno una qualità irraggiungibile dai sistemi domestici; inoltre, il PhotoCD può essere ora letto da tutti i lettori CD-ROM, e i file .Pcd possono essere aperti direttamente da numerosi programmi, come Adobe Photoshop e Jasc Paint Shop Pro. Lo stesso passo avviene per il DVD, un supporto fisicamente simile al CD ma dotato di una capacità circa sette o otto volte superiore. I lettori DVD leggono anche i normali CD, quindi quest’ultimo supporto sembra avere ancora comunque un futuro molto solido.



Archivi e cataloghi

Dunque, per le esigenze più comuni, sembra proprio che un buon masterizzatore e una scorta di CD possano risolvere la maggior parte dei problemi di memorizzazione delle immagini anche a medio termine, pur essendo sempre necessario seguire gli sviluppi del settore. In un CD possono essere comodamente memorizzate non solo le immagini scattate con la macchina fotografica digitale, ma anche le tradizionali stampe o diapositive che riempono i nostri cassetti: drogbaster-fotoritoccobasta acquisirle in formato digitale con un buono scanner. Per catalogarle, bisogna scegliere un buon software di archiviazione, scelta tutt’altro che facile.

Ci sono programmi che creano un catalogo di foto, chiamato anche “galleria”, composto di un pagina indice che raggruppa le “anteprime” delle immagini, una sorta di miniature degli originali. Basta fare clic su un’anteprima per vedere la foto completa. Su Internet sono disponibili programmi shareware di costo contenuto che, in pochi attimi, permettono di creare gallerie usando file Html per costruire le pagine e il formato Jpeg per salvare le immagini. Una volta trasferita la galleria su un CD-R tramite il masterizzatore, avremo quanto di più semplice, economico e longevo sia attualmente disponibile. Suddividendo in maniera intelligente gruppi di foto, per esempio separandole per data, potremo realizzare più gallerie e avremo così un sistema comodo ed efficiente per gestire anche grandi quantità di immagini.

Un CD può contenere almeno un centinaio di immagini, se acquisite alla massima qualità da stampe, negativi o diapositive; se si tratta di immagini scattate con le macchine fotografiche digitali più economiche, allora si arriva tranquillamente al migliaio o più. Le foto possono essere suddivise in quante gallerie vogliamo e, inoltre, duplicando l’intero CD si potrà creare una copia dell’archivio in pochi minuti. Diverso il discorso nel caso si desideri creare un archivio che contenga non solo il nome della foto, la data e la dimensione, ma anche alcune note sul suo contenuto. In questo caso, si può utilizzare un programma classico per l’archiviazione dei dati, come Microsoft Access, oppure si può ricorrere a uno di quei programmi che sono stati realizzati proprio per catalogare le foto.

La faccenda, però, si complica non poco.