Copiare Dvd è Reato! Cosa si rischia.


Molti giovani dicono che la duplicazione di CD o DVD in loro possesso è legale. Le industrie non sono d’accordo.

Tutti sanno che clonare un dvd è reato, cosa si  rischia !

All’art. 171 ter il legislatore ha stabilito che “è punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 2.582 a 15.493 euro chiunque a fini di lucro:
a) abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografi



Copiare Dvd Copiare un DVD video in senso stretto,ossia su un altro DVD dalle medesime caratteristiche, non è tecnicamente possibile. Ciò che si può fare,almeno per ora, è estrarne le tracce audio e video, rielaborarle attraverso un apposito codec, tipicamente MPEG-1 o DivX, e crearne una copia su un normale CD-R. Prima di vedere come si fa,però, è bene analizzare la questione anche da un punto di vista legale, soprattutto considerando che la nuova legge sul copyright non ha chiarito molti dubbi, anzi.Innanzitutto va detto che copiare DVD per scopi diversi da quelli della creazione di un disco di backup per uso personale è un reato, punito con pene amministrative e penali, niente affatto trascurabili.

L’uso del codec DivX, invece, è di per sé perfettamente lecito. Qualche dubbio in più esiste invece relativamente al ripping, ossia al processo di estrazione delle tracce audio e video dai file VOB di un DVD. Per compiere questa operazione, infatti,si è costretti ad aggirare una serie d isistemi di protezione, azione che in teoria non è consentita dal nuovo testo di legge recentemente entrato in vigore. E quiviene il bello: il legislatore da un lato chiede ai consumatori di pagare una quota una tantum sull’acquisto dei dischi vergini, proprio per tutelarela SIAE dalla possibile realizzazione di copie di backup per uso personale, e dall’altro sancisce che è illegale rimuovere eventuali sistemi di protezione.

Un vero controsenso.

Come se non bastasse, poi, ad aumentare la sensazione che qualcosa non quadri si aggiunge un’altra considerazione.  Da qualche mese infatti, sono legalmente venduti (con tanto di bollino SIAE!),due programmi, Moviejack e DivX Video Duplicator, che in un colpo solo aggirano le protezioni dei DVD e creano rispettivamente un file MPG e uno AVI. Ma allora come stanno davvero le cose?

Una lettera aperta di un gruppo di autori ed editori SIAE (l’intestazione della lettera cita “Autori ed editori che maggiormente contribuiscono alla determinazione delle poste attive del bilancio Siae”) mette in evidenza il contrasto forte verso un ente inutile e costoso è non certo “moderno” sull’impianto di un Diritto d’autore che mostra sempre più la necessità di modifiche che anche i politici, di tutti gli schieramenti, chiedono ultimamente a gran forza.
Alle proteste che da anni lamentano utenti, le associazioni dei consumatori, la Corte di Giustizia Europea, la Corte di Cassazione Italiana, si uniscono oggi autori come Adriano Celentano, Paolo Conte, Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, Peppino di Capri, Luciano Ligabue, Gino Paoli, Eros Ramazzotti, Peppe Servillo, Franco Battiato, e sigle industriali come SugarMusic, Clan Edizioni Musicali, C.A.M., Emi:

La Siae è una macchina di potere, con 90.000 aderenti tra autori ed editori di ogni campo, 671 milioni di diritti incassati nel 20081.400 dipendenti e nonostante la pirateria e la crisi economica, il fatturato è alto, oltre 61 milioni provengono dall’equo (equo?!) compenso per copia privata ed oltre 62 milioni dal comparto multimediale.
Ma la macchina SIAE nel 2008 è costata al sistema cultura oltre 187 milioni di euro, il 50% del vertice della società è formato da «membri che non appartengono alla base associativa», ed il bilancio rischia sempre più di non coprire le perdite di gestione, facendo finire i soldi introitati in “tasche diverse” di chi ha prodotto quella ricchezza con l’inventiva e il lavoro.
La protesta espressa nel documento si rivolge non solo i vertici appena rinnovati (il presidente Giorgio Assumma) ma anche gli interlocutori istituzionali, come il ministro Sandro Bondi e la presidenza del Consiglio e porta la necessità di un urgente e concreto dibattito. In attesa che chi di dovere faccia chiarezza,  magari inserendo qualche informazione nel forum pubblicheremo  una guida utile allo scopo di gestire al meglio DVD e altri file video digitali, elaborata da un punto di vista tecnico.



Masterizzare un programma informatico non è come detenere un programma masterizzato o masterizzare musica. La diversità di trattamento si evince dalla lettura degli artt. 171- bis (che tutela i programmi) e 171- ter (che tutela la musica e le immagini) della legge 633/1941 sul diritto d’autore.