Come scegliere la scheda audio


In questa era multimediale la scheda audio è un componente ormai sempre presente in tutti i computer. Anche se il mercato, soprattutto quello legato alla grafica e ai videogiochi, sottolinea maggiormente la competizione a livello di prestazioni video, per chi è appassionato di musica la scheda audio riveste un’importanza primaria.

Vediamo allora come scegliere una scheda audio in base alle nostre disponibilità e alle nostre esigenze.

Cosa rende una scheda audio diversa da un’altra?

Spesso, all’acquisto di un computer il rivenditore cerca di vendervi due tipi di prodotti: i leader indiscussi del mercato, quei prodotti che vi consentiranno di ottenere risultati di livello professionale, oppure i cloni, “esseri” di una razza inferiore spesso riabilitata grazie a un marchio che recita: “Compatibile con …”. Questa distinzione è importante; chi è leader, lo è perché probabilmente ha speso molto in ricerca, sviluppo, pubblicità e supporto al cliente, ricordiamoci che un prodotto tecnologico, per quanto commerciale, richiede sforzi di sviluppo e investimenti.



Come sostituire la propria scheda audio del computer

I componenti elettroniciCD Audio, masterizzare

Nel mondo dell’elettronica quel che più conta è la passione di chi progetta e fabbrica i prodotti. Strano?

Non tanto: per ottenere lo svolgimento di un’operazione, spesso si possono acquistare componenti elettronici detti equivalenti, ma dalla resa qualitativa molto diversa. Un esempio?

Vi siete mai chiesti perché i televisori di marche prestigiose ad alto prezzo hanno una resa visiva molto superiore ai televisori economici prodotti nei paesi con mano d’opera a basso costo?

Non certo perché gli operai lavorano peggio!

La scelta dei componenti, che in un televisore sono sempre gli stessi, contribuisce fondamentalmente alla qualità del prodotto. Queste scelte qualitative, che presentano un costo a volte non indifferente nel bilancio di fabbricazione di un prodotto, lo fanno emergere dal mare dei concorrenti.

Il supporto tecnico

Il supporto al cliente è un’altra componente fondamentale; ci deve essere offerta la possibilità di entrare in contatto con dei tecnici specializzati nel caso avessimo problemi di configurazione o di gestione dell’hardware acquistato.



Chi non ha troppa esperienza con i computer tende a sottovalutare o, viceversa, a sopravvalutare questo fattore: purtroppo non esiste Mago Merlino che per via telefonica risolva tutti problemi del nostro computer.

Per quanto riguarda il supporto tecnico, devo purtroppo sottolineare come, nel campo delle schede audio, spesso il supporto tecnico sia a gestione centralizzata mondiale e in lingua inglese, caratteristica che può costituire un problema per molti utilizzatori di computer: una cosa è comprendere l’inglese corrente, un’altra cercare di decifrare tutte le indicazioni tecniche che possono pervenire nella nostra casella di posta elettronica.

Il bus utilizzato

Sul PC le schede aggiuntive possono utilizzare due diversi bus (canali di comunicazione): il bus ISA e il bus PCI. Il bus ISA è un vecchio standard a bassa performance che però continua a garantire buoni risultati nel campo audio.

Il bus PCI, più veloce e moderno, garantisce migliori prestazioni e soprattutto una maggiore compatibilità con i computer di oggi e di domani.

Come riconoscerli?

Presto fatto: se abbiamo il coraggio di aprire il nostro computer (e non facciamolo se non in presenza di mani esperte!), notiamo subito una serie di connettori che attraversano buona parte della scheda madre in numero che può variare in numero da 4 a 7; questi connettori sono allineati con altrettante fessure di uscita sul retro del computer: ecco a voi gli alloggiamenti PCI e ISA.




I primi sono disposti sulla destra rispetto ai secondi quando guardiamo il computer dal lato frontale verso quello posteriore: spesso lo zoccolo di plastica che serve a inserire le schede ha un colore diverso in base al tipo di alloggiamento (bianco per il PCI, nero per l’ISA marrone per l’AGP), ma la prima cosa che dovete notare è la differente lunghezza degli alloggiamenti e la conseguente incompatibilità, non solo logica ed elettrica, ma anche meccanica tra i vari standard; attenzione, gli alloggiamenti non sono come la scarpe, che anche se un po’ strette possono ancora andare bene; qui non ci sono piedi che si possono comprimere, solo costosi componenti elettronici da rompere!

Come Conoscere la Scheda Audio

Driver

I driver sono applicazioni software che si occupano di mettere in comunicazione il nostro hardware (in questo caso la scheda audio) con il sistema operativo. Si comportano in maniera molto simile ai traduttori simultanei: sono in grado di tradurre un comando proveniente dal processore centrale in linguaggio comprensibile ai circuiti integrati presenti sulla scheda audio (che a pieno titolo è un piccolo computer) e viceversa.

Oltre a questo svolgono una funzione primaria: si occupano di gestire il flusso dei dati, e in questo caso si parla di musica in formato digitale, dai connettori audio posti sulla scheda alla memoria RAM, al processore, al disco fisso e viceversa; hanno perciò funzioni molto simili a quelle di un vigile svizzero che parla ben tre lingue diverse! Fondamentale che siano di buona qualità e costantemente aggiornati: queste due caratteristiche consentono alla scheda audio di funzionare correttamente nelle configurazioni più diverse e soprattutto di richiedere meno potenza di calcolo al processore per poter funzionare.

In questo campo esistono due standard diffusi per l’interfacciamento audio-PC: DirectSound e Wave.

I driver DirectSound sono un sottoinsieme di DirectX, i componenti multimediali di Microsoft che consentono di gestire in maniera ottimizzata e accelerata gli hardware video e audio. Offrono in genere prestazioni superiori ai driver Wave, ma consentono unicamente di riprodurre suoni e non di registrarli all’interno del computer. Questa tipologia di driver viene sempre usata nei videogiochi e in applicazioni musicali che sfruttano librerie software di origine Microsoft, la loro presenza è perciò importante per poter sfruttare al massimo tutte le potenzialità ludiche del nostro compagno elettronico.

I driver Wave dialogano solo tramite il sistema operativo, la loro operatività richiede, perciò, più risorse al computer e hanno un livello di performance inferiore; ci consentono però di registrare suoni all’interno del computer. Questi sono i driver che ci consentono di avere tutti i suoni di sistema, come l’accordo di apertura di Windows o la campanella di “Posta in arrivo”, sono stati inizialmente sviluppati per queste funzioni e perciò non sono certo indicati per una buona operatività a livello musicale.

Oltre a questi, che sono i più diffusi, esistono driver scritti specificamente per alcune applicazioni musicali: per esempio, se usiamo un programma per registrare audio digitale, probabilmente questo farà uso di uno standard di driver chiamato ASIO.

È importante che la scheda audio sia compatibile con questo standard che garantisce maggiori prestazioni con i programmi che lo supportano.

Ma perché devono esistere tutte queste tipologie di driver?

Per confondere le idee agli utenti poco esperti?

Per far guadagnare soldi extra ai programmatori?

Ovviamente la risposta è no in entrambi i casi. Spesso ogni tipologia di driver ha una storia e una motivazione per la propria esistenza, cosa che lo rende peculiare e particolarmente adatto a un dato uso, a scapito di altre applicazioni.

Motivi?

Le precedenze: non ogni applicazione che fa uso di audio pretende un certo livello di performance e soprattutto non ha le stesse esigenze. Per esempio, i segnali di attenzione di un programma di gestione aziendale non devono essere particolarmente curati e non devono essere emessi in un dato e preciso momento nell’arco temporale. In caso di applicazioni musicali è fondamentale che l’audio sia di alta qualità e che venga riprodotto esattamente nel momento in cui l’applicazione lo richiede, pena un’orchestra di batteristi fuori tempo e di strumenti stonati!

La “risoluzione” e la frequenza di campionamento

In maniera simile a quanto accade con le schede video, ogni scheda audio ha una risoluzione limite. Qui abbiamo a che fare con due fattori: la risoluzione misurata in bit e la frequenza di campionamento. La risoluzione, similmente a quanto avviene con il video, diventa tanto migliore quanto maggiore è il numero di bit che la definiscono: una registrazione a 16 bit avrà una risoluzione e una qualità maggiore di una a 8 bit, ma inferiore rispetto a una a 24 bit.

La frequenza di campionamento ci dice quante volte in un secondo il segnale in entrata viene “letto” (campionato) dalla scheda audio: maggiore è questo parametro e più alta sarà la qualità ottenuta. Lo standard CD, prevede una risoluzione di 16 bit e una frequenza di campionamento di 44,1 kHz (44.100 campioni al secondo). Il DVD prevede risoluzioni fino a 24 bit e 96 kHz (96.000 campioni al secondo).

Come regolare i volumi della scheda audio

Nell’audio digitale il suono, che è già un segnale elettrico all’interno dei cavi audio, viene campionato, cioè letto da un circuito integrato dedicato chiamato convertitore, e i due fattori di cui parliamo non sono altro che l’indice principale con cui si misura la sua qualità. Il convertitore legge il livello del segnale elettrico a intervalli discreti: la durata di questi intervalli definisce la frequenza di campionamento, per questo motivo, un segnale campionato a una frequenza più alta (96.000 volte al secondo contro 44.100 volte al secondo) avrà una qualità maggiore, la definizione del sistema di lettura del livello del segnale invece è testimoniata dalla risoluzione; maggiore il numero di bit e maggiore sarà la capacità del convertitore di distinguere due segnali di livello quasi, ma non del tutto, uguale.

MIDI

MIDI è uno standard di comunicazione fra strumenti musicali, che permette a uno strumento remoto (per esempio una tastiera musicale o un computer) di dialogare con strumenti elettronici distanti (per esempio un generatore di suoni esterno o un generatore all’interno di una scheda audio) e controllarli. La presenza del MIDI è fondamentale se si vuole suonare musica con il computer.

Troviamo due tipologie di implementazioni MIDI sulle schede audio: interna ed esterna. Grazie al MIDI interno al computer, posso inviare comandi di esecuzione di note (cioè posso suonare musica) a ogni dispositivo atto a questo uso all’interno del computer: la stessa scheda audio, spesso, contiene un generatore di suoni che risponde ai comandi secondo il linguaggio MIDI, oppure posso sfruttare la potenza dei moderni processori per simulare, via software, un generatore di suoni hardware in tutto e per tutto simile a quelli usati dai musicisti professionisti. Con le connessioni esterne MIDI posso comandare da computer strumenti musicali esterni e, contemporaneamente, fare in modo che la mia tastiera musicale possa trasmettere i comandi MIDI al computer e a tutte le altre apparecchiature.

Col tempo lo standard MIDI si è esteso a coprire ulteriori aree di standardizzazione della musica elettronica. Per esempio, i File MIDI (quelli con estensione .mid) sono una modalità standard di registrare su file i dati MIDI. Particolare importanza ha lo standard General MIDI, che è un modo standard di gestire la timbrica di un generatore sonoro, in modo che la riproduzione di una sequenza MIDI differisca il meno possibile se eseguita da due generatori sonori diversi. La quasi totalità delle schede sonore per computer segue lo standard General MIDI, come pure i File MIDI che si possono scaricare da Internet.

Ingressi e uscite

Molte schede audio amatoriali o semiprofessionali offrono più ingressi e/o uscite. Questa caratteristica viene incontro a diverse esigenze. Grazie agli ingressi e/o uscite digitali possiamo effettuare dei trasferimenti e delle copie assolutamente fedeli agli originali, senza passare dal dominio analogico. Per quale motivo? Perché, per quanto tecnologicamente avanzati, i convertitori sono lontani dall’essere perfetti e una doppia conversione da digitale (per esempio il lettore CD) ad analogico (l’uscita del lettore CD) e nuovamente da analogico (l’ingresso del PC) a digitale (la scheda audio) introduce molti errori di calcolo che rovinano marginalmente la qualità del segnale.

La presenza di connessioni digitali è molto utile se vogliamo registrare dei passaggi musicali da lettori CD da tavolo o se vogliamo registrare dei file audio su supporti digitali esterni come il MiniDisc di Sony o un masterizzatore CD da tavolo, o anche semplicemente se vogliamo ascoltare la musica attraverso un diffusore di qualità dotato di ingresso digitale.

Un maggior numero di ingressi e uscite analogiche ci consentono, per esempio, di gestire il suono in surround indirizzandolo su diffusori diversi e di registrare più fonti contemporaneamente senza l’ausilio di apparecchiature esterne dedicate. Il surround si basa sul principio dell’avvolgimento dell’ascoltatore: per ottenere questo effetto esistono diversi sistemi che hanno però in comune la presenza di audio su più dei soliti due canali stereo.

Al cinema, per esempio, siamo in grado di sentire l’elicottero arrivare da dietro o di lato grazie ai diffusori presenti in tutta la sala, che non emettono tutti lo stesso segnale, ma sono destinati ognuno a un canale specifico: allo stesso modo gli Home Theatre e le stazioni multimediali da computer vogliono riprodurre la sensazione di trovarsi immersi nel suono grazie all’utilizzo di più altoparlanti che emettono segnali diversi. Molte schede presentano internamente dei connettori per indirizzare l’uscita del CD-ROM del computer direttamente verso la scheda audio stessa e di poter gestire, tramite questa, il livello di riproduzione dei CD Audio che inseriamo nel lettore CD-ROM.

La generazione sonora

Quasi la totalità delle schede audio ha la possibilità di gestire la generazione del suono. Esistono due diverse implementazioni di questa caratteristica: la sintesi e il campionamento. La sintesi si occupa di generare il suono a partire da modelli matematici o da tabelle sonore, rappresentazioni digitali di forme d’onda sonore. Il suono che sentiamo non è presente all’interno dello strumento, registrato in una qualche forma, viene invece generato “ex novo” in ogni momento, grazie all’utilizzo di potenti processori dedicati.

Il campionamento si occupa di riprodurre suoni precedentemente registrati (campioni) e presenta il vantaggio di consentire il caricamento di sonorità diverse in base alle esigenze. Anche se questa tecnica è, a un primo ascolto, più fedele all’originale, spesso la sintesi risulta più interessante e profonda grazie alla possibilità di controllare in maniera espressiva l’esecuzione, cosa che il campionamento non riesce a ottenere con la stessa facilità.

I campioni

Esistono diversi metodi per l’immagazzinamento dei campioni; il più diffuso sul PC è senz’altro lo standard Soundfont2, sviluppato dalla E-mu. Tutte le schede di ultima generazione consentono di scaricare da Internet i file Soundfont2 (estensione .sf2) e di caricarli nella memoria RAM del computer pronti per essere letti dalla scheda audio. Questo standard consente anche una maggiore personalizzazione nella creazione di colonne sonore per i videogiochi e per i siti Internet.

Il software in dotazione

Molte schede audio presentano una dotazione software di tutto rispetto. Se vogliamo poter fare musica con il computer, è fondamentale che ci venga fornito un programma semplice ed efficace per gestire il MIDI e l’audio nel computer, oltre che programmi di utilità più generale come le applicazioni mixer per gestire i livelli dei diversi ingressi e uscite della scheda audio e degli encoderdecoder MP3 per poter pubblicare ascoltare la musica scaricata da Internet e diffondere le nostre creazioni.

A questo punto ci sembra di avervi detto tutto quanto era indispensabile per consentirvi una scelta informata.

E ricordate, non abbiate paura di chiedere al negoziante di poter provare le schede: al momento della scelta, le vostre orecchie valgono più di una pagina di dati.

Trasformare il PC in uno studio di registrazione