Accessori PC e prodotti per pulizia computer


Accessori PC e prodotti per pulizia computer – Le regole d’oro per pulire il computer

Usare possibilmente detergenti specifici

· Non impiegare detergenti aggressivi (alcool in grossa percentuale, alcalini, abrasivi)



· Rimuovere accuratamente la polvere anche negli interstizi

· Non spruzzare liquidi direttamente sul monitor, ma sul panno

· Effettuare una pulizia esterna profonda una volta ogni due settimane, e dare una spolverata tutti i giorni

· Non utilizzare l’aspirapolvere direttamente sulle ventole

· Eseguire una pulizia interna almeno una volta ogni sei mesi

· Durante la pulizia interna scollegare il PC dall’alimentazione e scaricare l’energia elettrostatica

“La spesa media del consumatore per questi prodotti è abbastanza modesta, intorno ai 10/15 euro ogni 4/6 mesi”, racconta Pierpaolo Barzago, product manager di accessori elettronici di ebay (www.ebay.it). Del resto quei 10 o 15 euro sono appunto il prezzo medio di un pulitore per monitor, o di una bomboletta d’aria. D’altro canto, un prodotto specifico per la Cyber Cleanpulizia di uno schermo LCD dura a lungo, appunto parecchi mesi e anche chi lo usa regolarmente non deve sostituirlo spesso. “L’acquisto avviene prevalentemente d’impulso – prosegue Barzago – in occasione di altre spese per il computer. Prima di comprarli l’85% dei consumatori non sa neanche che esistono prodotti specifici per la pulizia del PC.

Del tutto diverso è invece il caso dei pulitori per CD. Qui il cliente è una persona abbastanza esperta, che masterizza spesso e altrettanto spesso sfoglia i propri archivi elettronici. Dunque è facile che acquisti articoli per il cleaning. Ma tornando ai pulitori per il computer noto che, chi non usa preparati dedicati, adotta ancora oggi detergenti per altre superfici, come i pulitori per vetri”. Vetril, Glassex… No, decisamente non ci siamo. I detergenti classici possano rivelarsi (e la fanno quasi sempre) troppo aggressivi.



Magari possono andare bene per le parti esterne del case, ma ci sentiamo di scoraggiarne l’uso per componenti più critiche, ivi compreso il monitor LCD: “Il consiglio che posso dare – continua Barzago – è quello di optare per una pulizia frequente del PC, ma molto delicata”. E infatti il prodotto di punta di Durable PC Clean Kit  in questo segmento è un kit di pulizia che contiene tre pannetti in microfibra, una spugnetta e 110 ml di una soluzione di acqua, limone e tensioattivo, dunque un liquido naturale, privo di ammoniaca e non abrasivo. Ma attenzione: quando si parla di computer, qualunque liquido può fare danni.

Se viene spruzzato direttamente sul monitor tende rapidamente a colare negli interstizi, cosa non certo positiva, visto che abbiamo a che fare con una macchina che fa uso di elettricità e comprende elementi che si surriscaldano con l’uso. Molto meglio che lo spray venga posto sullo straccio o, meglio ancora, come già detto, su un panno in microfibra, che non lascia Pulire il computer portatile - pulizia esternaaloni, non perde pelucchi e cattura bene lo sporco senza eccessive pressioni. Gli “stracci di casa”, magari fabbricati artigianalmente con brandelli di un vecchio indumento, possono essere infatti troppo duri o rivelare improvvisamente punti rigidi o semirigidi (bottoni, asole, clip, cerniere o stemmi in rilievo): possono graffiare, lasciare peli e pelucchi indesiderati. Inoltre, di solito, la polvere, più che raccoglierla, la depositano…

Le soluzioni casalinghe per pulire esternamente il computer non sono però sempre sbagliate. Anzi. A volte uno straccio compatto, ma non peloso, leggermente inumidito d’acqua (non bagnato, attenzione!) può essere un alleato prezioso. Se poi l’acqua è distillata, ancora meglio: un microscopico pezzetto di calcare uscito dal rubinetto, se depositato su un panno poi sfregato su uno schermo TFT può lasciare un segno degno di Zorro…

Ma chi è già arrivato all’uso dello straccio umido di solito è pronto per passare a preparati di tipo industriale, che non lasciano aloni, asciugano istantaneamente e detergono decisamente meglio a parità di panno e pressione esercitata. Un altro vantaggio che alcuni prodotti possono vantare è un’attività antistatica, che ostacola l’accumularsi della polvere per un certo periodo di tempo. Inoltre alcuni preparati esercitano anche un’azione specificamente antibatterica e disinfettante, che, ovviamente, non è alla portata dell’acqua. Altro compagno indispensabile per chi vuole un PC brillante è costituito dalle salviettine imbevute (esistono quelle per il monitor e quelle per le altre superfici), adatte per un’igienizzazione veloce ed estemporanea. Sono adattissime inoltre per gli schermi degli smartphone e dei lettori MP3, oggi sempre più “touch” e soggetti a riempirsi di ditate e germi, in quanto vengono usati anche con le mani, invece che con l’apposito pennino. Senza contare le untuosità che orecchie e guance generano una volta appoggiate allo schermo. Evitate però le salviettine impregnate con sostanze a base alcoolica, nate per usi diversi, ivi compresa la pulizia degli occhiali o la pulizia delle mani o dei neonati: piccole quantità di alcool probabilmente non intaccheranno il monitor, ma vi consigliamo di non rischiare.

Come leggere un Cd / Dvd sgraffiato




Inoltre, anche se sappiamo che non lo farete mai, non usate salviette per l’igiene intima per pulire il monitor: che ci crediate o meno, la superficie di un monitor a cristalli liquidi è più delicata di voi… Sporco dall’esterno Armati di salviettine, liquido per il monitor, bomboletta di aria compressa, pannetti in microfibra, per un totale di 25-30 euro, vi preparate a una pulizia esterna abbastanza radicale. Questo intervento potrebbe essere fatto una volta ogni due settimane. Come procedere? Cominciate dal monitor. Se è pulito e bello trasparente, oltre a durare di più e ad arredare meglio, riduce il rischio di stanchezza visiva e di dolori alla testa. Per lo schermo, ormai rigorosamente LCD, esistono come già visto liquidi specifici. Vanno spruzzati sullo straccio in quantità non eccessive, e mai direttamente sulla superficie. Guardate con sospetto i prodotti che vengono venduti per una varietà infinita di usi: un spray per la pulizia di monitor CRT non è necessariamente adatto anche per un display TFT. Se avete un monitor LCD cercate un prodotto specifico per quella tipologia di monitor. Come regola generale, è meglio un liquido che non abbia forti odori (meglio nessun odore) e che non abbia alcool al suo interno. Per una semplice spolverata basta un panno compatto o, meglio, un pannetto in microfibra. Abbastanza indicati, per pulizie affrettate e superficiali, i normali fazzoletti di carta: ma attenzione a non calcare troppo e a non graffiare: quando si pulisce a secco l’attrito è maggiore. Assolutamente banditi agenti profumanti, che lasciano aloni. Se c’è molta polvere negli angoli, piuttosto che stanarla e trascinarla con un panno (il rischio abrasivo è sempre in agguato!) è bene usare l’aria compressa o un pennellino morbido. Questo attrezzo è anche indicato per la pulizia dell’obiettivo della Web cam: del resto, proprio nel campo della fotografia esistono pennelli morbidi studiati per spolverare l’obiettivo.

I movimenti sul monitor devono essere circolari (minimizzano gli aloni) e decisi, ma non violenti. Premete poco: non è la pressione che deve rimuovere lo sporco. Metteteci le mani Come si è visto, la tastiera è il ricettacolo di molti ospiti indesiderati. Mettiamo subito al bando, anche qui, i detergenti radicali (abrasivi, alcalini, fortemente alcoolici, contenenti ammonica) che possono cancellare le lettere stampate sui tasti.

La prima cosa da fare è quella di staccare la periferica dal computer e scuoterla ben bene, per eliminare eventuali briciole e altri residui, come la cenere di sigaretta. Quindi è la volta dell’aria compressa in bomboletta.

L’aria va spruzzata con l’apposita cannuccia inserita, a intermittenza, mantenendo il flacone in posizione verticale per evitare un esagerato raffreddamento della bombola stessa e, quindi, una fuoriuscita del liquido (se la bombola diventa gelida, lasciatela riposare per un po’). La pressione del bottone deve essere secca e abbastanza breve: premere poco o a lungo può causare, ancora una volta, un travaso di liquido. Vedrete che la polvere e lo sporco che si materializzeranno “dal nulla”, specialmente se è tanto tempo che non compiete questa operazione, riusciranno a stupirvi.

consigli per pulire il computer portatile senza rischio di danniPoi si passa al pennello, da far scorrere all’interno delle scanalatura, senza forzature che potrebbero provocare il distacco involontario dei tasti, soprattutto sulle tastiere sagomate.

Quindi è la volta della rifinitura, da effettuarsi con un bastoncino per la pulizie per le orecchie, inumidito in acqua o, meglio in un liquido antibatterico specifico.

Esistono anche specifiche salviette antibatteriche per tastiera già imbevute (per esempio le Ultraclene della Aabro) che possono essere arrotolate intorno ad un bastoncino e usate intorno al profilo dei tasti.

Un metodo di pulizia alternativa consiste nell’adozione di un piccolo aspirapolvere apposito, evitando nel modo più assoluto gli elettrodomestici casalinghi standard che, insieme allo sporco, potrebbero portarsi via anche i tasti. In commercio esistono numerosi microaspiratori da tastiera, ma solitamente si tratta di apparecchi di modesta qualità e potenza assolutamente minimale (soprattutto se alimentati tramite porta USB): buoni per la cenere, tendenzialmente inutili per elementi che possono incastrarsi, come peli e capelli. Il sistema più originale per la pulizia della tastiera (e piuttosto efficace) è comunque probabilmente il Cyber Clean.

Topi puliti Il buon vecchio topo è proprio una brutta bestia. Con mani a volte sporche e sudate perennemente appoggiate sopra, strofinato su un tappetino anch’esso sporco impolverato, il mouse è un’altra periferica che catalizza lo sporco. La pulizia è solo apparentemente più veloce e facile di quella della tastiera.

Se infatti è vero che bastano le solite salviettine o il solito panno in microfibra (leggermente) inumidito per pulire rapidamente la superficie, la maggior parte della sporcizia sia annida comunque lungo i profili, le linee di giunzione dello chassis e nelle scanalature intorno ai tasti. Non ci sono molte possibilità: la pulizia deve essere compiuta con uno stuzzicadenti, la cui punta andrà delicatamente fatta scorrere lungo giunzioni e scanalature per rimuovere la sporcizia accumulata.

Chi ha ancora un mouse con il sensore “a pallina” dovrà rimuoverla, spolverarla con un panno (in questo caso rigorosamente in microfibra!) e pulire i contatti con un bastoncino per orecchie. Per il cavo, se c’è e non è ricoperto di tessuto, dopo averlo scollegato, basterà uno straccio umido con pochissimo sapone o un paio di gocce d’alcool.

L’esterno del case comporta ben pochi problemi: spolverate, ripulite con le salviettine (con una schiuma apposita, con un liquido specifico, o soltanto con acqua) e sottoponete a un trattamento con la bomboletta d’aria nelle intercapedini. Una sola avvertenza. Non tutti i case sono uguali. Possono essere in plastica, acciaio, alluminio, ma anche in legno (eh sì!), rivestiti, dipinti ad aereografo, dipinti con acrilico “a mano”, laccati, serigrafati… Pensateci quando dovete scegliere il liquido per la pulizia esterna: meno è aggressivo meglio è.

È preferibile dover applicare un po’ di “olio di gomito” in più, piuttosto che una piccola dose di ammoniaca in grado di portarsi via in un colpo solo quella fantastica aquila dorata che vi siete fatti aerografare sul cabinet a prezzi spropositati…